Coronavirus Inghilterra, infermiera incinta muore: i medici riescono a far nascere la bimba

Mary Agyeiwaa Agyapong, 28 anni, lavorava da cinque anni al Luton and Dunstable University Hospital, è morta domenica scorsa, dopo essere stata contagiata dal coronavirus. La donna era incinta e i medici sono riusciti a praticarle un taglio cesareo prima del decesso e a far nascere la figlioletta.

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Un portavoce dell’ospedale ha raccontato che «la bambina dell’infermiera sta bene», ma non ha potuto fornire ulteriori informazioni. Mary è stata ricoverata in ospedale il 7 aprile, dopo essere risultata positiva al Covid-19 due giorni prima. Il virus sta mietendo vittime anche tra medici e infermieri, e non solo in Italia. Nel Regno Unito, infatti, l’ultima in ordine di tempo è questa giovane donna che aspettava con felicità di diventare mamma. La sua bimba è nata ma lei non potrà mai abbracciarla. Ancora non si sa se la piccola sia positiva, ma i medici rassicurano i parenti «sta bene».

David Carter, amministratore delegato del NHS Foundation Trust del Bedfordshire Hospitals, ha detto commosso «un’infermiera fantastica e un ottimo esempio di ciò che rappresentiamo». «I nostri pensieri e le nostre più sentite condoglianze sono per la famiglia e gli amici di Mary in questo triste momento». Eppure nei giorni scorsi sembrava stesse migliorando e invece domenica è peggiorata ed è morta, poco prima i dottori sono riusciti a far nascere la figlia che aveva in grembo.

Il marito e neo papà è attualmente in isolamento, non potrà salutare la sua Mary e ci vorrà ancora tempo prima di riabbracciare la figlia. I colleghi hanno reso omaggio alla giovane infermiera creando una pagina di raccolta fondi per sostenere la sua famiglia. La pagina ha già raccolto quasi £ 4.500 da quando è stata istituita mercoledì mattina.

Un ex collega, con la voce spezzata dal dispiacere ha raccontato che Mary «ha dedicato la sua vita al servizio sanitario nazionale come infermiera e lo ha fatto sempre con grande amore».

Niccolò Centioni de I Cesaroni racconta il dramma: «Mio padre gestiva i miei soldi, ora non ho più nulla»

01917d75-542b-419a-9526-076f65c13e26 (1)«Ero piccolo, i miei soldi li amministrava mio padre, mi faceva spendere quello che volevo». L’attore Niccolò Centioni, della serie “I Cesaroni”, torna a Domenica Live per parlare della sua difficile condizione economica e, stavolta accompagnato in studio dalla madre, punta l’indice contro il padre. Nelle scorse puntate della trasmissione aveva detto di essere ormai lontano dallo spettacolo: è andato in Inghilterra a fare il lavapiatti. Dopo quella dichiarazione, sono stati in molti ad attaccarlo sui social, anche in modo pesante.

«Niccolò è stato danneggiato nella carriera da suo padre – racconta la madre del giovane – era lui che gestiva i soldi che guadagnava lavorando, io non ho mai saputo nulla. Non si sa nemmeno dove sono finiti quei soldi. Non stiamo accusando il padre di appropriazione indebita, però era lui che si occupava dei soldi. E quando ci siamo separati diceva a Niccolò di non rispondermi al telefono».
Dei soldi guadagnati con il lavoro nella serie, Niccolò, divenuto maggiorenne, ha trovato solo una piccola parte che ha impiegato per acquistare una casa, chiedendo un mutuo.
«Mio padre si è fatto garante per quel mutuo – dice Niccolò – ma non mi ha mai aiutato, neppure quando non avevo più i soldi. Non sono più riuscito a pagare il mutuo quindi non ho la casa. Mio padre la sta vendendo».
La madre di Niccolò afferma di essersi rivolta a un avvocato per avere giustizia per Niccolò ma di non essere riuscita neppure così ad avere risposte.

“Non voglio vivere come te”: figlio di miliardario più ricco della Cina rifiuta l’eredità del padre

Figlio di papà il ventottenne Wang Sicong lo è di nome e di fatto. Perchè il genitore in questione di nome e soprattutto cognome fa Wang Jianlin ed è l’uomo più ricco della Cina essendo il fondatore di un colosso come l’impresa immobiliare Dalian Wanda Group. Ma il futuro erede non mostra di gradire la fortunata discendenza. Anzi sembra che l’abbia proprio rifiutata. Come l’eredità dell’ingente patrimonio che un giorno sarebbe stato suo. «Non voglio vivere una vita come la tua» avrebbe detto al facoltoso genitore.

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Che così è stato costretto a riferire in pubblico in occasione di un incontro fra imprenditori la posizione dell’ingrata progenie. Sempre che la sua scelta rinunciataria sarà messa in pratica, pare sia stata dettata dalle incombenze inevitabili per gestire un impero di oltre 30 miliardi di dollari. Il fatto che il giovane cinese si sia laureato in filosofia in Inghilterra non deve trarre in inganno. La sua formazione molto teorica in realtà non c’entra con questo suo “abdicare”. Perchè Sicong alla parte pratica della vita ha sempre dato un gran peso. Basta pensare a quando è salito agli onori delle cronache luxury l’anno scorso per aver regalato due Apple Watch al suo cane ritratto sui social con gli orologi intorno alle zampe. E tre mesi fa anche una sfilata di iPhone 7 per il suo digital dog. Insomma a lui va bene così, possiede il 2% delle quote dell’impero paterno, dirige alberghi e centri sportivi. Ma di responsabilità più grosse non ne vuol sapere. E il magnate senjor sessantaduenne quest’anno inserito da Forbes nella Top 20 degli uomini più ricchi del mondo? L’ha presa con filosofia (seguendo la laurea del figlio) e ha minimizzato:«
Forse i giovani hanno altre esigenze e priorità».»
Assicurando di non avere problemi a individuare altri potenziali eredi fra “diversi manager professionisti”. Questo in via ufficiale. Ma come si dice i panni da miliardari si lavano in famiglia. Anche e soprattutto se è vip.