Foto dell’americano bendato, i media Usa: «Atto illegale». Salvini: «Vittima solo il carabiniere»

La foto di uno dei due americani fermati per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega a Roma, Gabriel Natale-Hjorth, con gli occhi bendati, apre il sito della Cnn, che parla di «un’immagine scioccante» e riferisce dell’avvio delle indagini sullo scatto. La foto rimbalza anche sugli altri media americani, dal Washington Post al Los Angeles Times che, citando le autorità italiane, parlano di «atto illegale». Oggi si terrà alle 12 il funerale del carabiniere ucciso, nella sua Somma Vesuviana.

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La foto rimbalza anche sugli altri media americani, dal Washington Post al Los Angeles Times che, citando le autorità italiane, parlano di «atto illegale».? Il carabiniere che ha messo la benda al giovane americano arrestato per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega sarà immediatamente spostato ad un reparto non operativo. Lo si apprende dai carabinieri. Il ragazzo bendato in caserma è stato anche immortalato con una foto circolata in alcune chat.

Dal canto suo il procuratore generale di Roma, Giovanni Salvi, afferma che in base alle informazioni fornite dalla Procura sulle «le modalità con le quali è stato condotto l’interrogatorio consentono di escludere ogni forma di costrizione in quella sede: gli indagati sono stati presentati all’interrogatorio liberi nella persona, senza bende o manette. All’interrogatorio é stato presente un difensore ed é stato condotto da due magistrati, è stato registrato e ne è stato redatto verbale integrale. Gli indagati sono stati avvertiti dei loro diritti». Le verifiche proseguiranno «per accertare chi, per quali ragioni e per disposizione di quale autorità abbia bendato l’indagato e abbia ritenuto di tenere l’indagato in manette, si accetteranno anche eventuali responsabilità per omessa vigilanza», ha aggiunto Salvi. Dunque la confessione del delitto resta per ora intangibile e non inficiata, stando a ciò che dice la Procura, da nessuna condotta scorretta.

Perché la foto a Natale Hjort potrebbe essere stata scattata, quindi, nelle ore precedenti all’interrogatorio durante il quale Finnegan Lee Elder ha ammesso di essere stato lui l’autore materiale delle coltellate. Ma la difesa vuole vederci chiaro. E forse usare lo scatto come grimaldello per la tesi difensiva. «Quella foto mi ha fatto davvero un brutto effetto. Oggi abbiamo provato ad andare in carcere per parlare con il mio assistito ma non è stato possibile: voglio capire cosa sia successo e se anche lui è stato bendato e legato», ha commentato l’avvocato Francesco Codini, difensore di Elder. Sulla vicenda si è accesa anche una polemica a livello politico.

«A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita», ha commentato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Parole su cui è intervenuto l’ex presidente del Senato Pietro Grasso affermando che «chi rappresenta lo Stato non deve fare queste cose. Chi fa il Ministro della Repubblica non deve giustificarle. Penso che quella foto sia la prova di almeno un paio di reati, e probabilmente una buona arma in mano agli avvocati difensori.

Bimba di 18 mesi morta precipitata dalla nave crociera. Il nonno: «Non l’ho sporta, la finestra era aperta»

Sporge la nipotina dalla nave da crociera e la bambina muore. Dopo giorni di silenzio parla il nonno della piccola di 18 mesi, la piccola Chloe Wiegand, deceduta dopo essere caduta sul molo in cui era attraccata l’imbarcazione della Royal Caribbean nel porto di San Juan, a Porto Rico. La famiglia chiede chiarezza e le indagini in corso stanno cercando di far luce sulla dinamica dell’incidente.

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Inizialmente si era ipotizzato che la piccola fosse caduta dopo essere sfuggita al nonno, ma l’avvocato di Miami assunto dai Wiegand sostiene che il nonno abbia messo la bambina su una sporgenza vicino a una finestra in una zona per bambini. Pare però che la finestra non fosse protetta e quindi la piccola sia poi caduta a terra. Il nonno ha spiegato di essere sicuro che ci fossero delle protezioni, così si è fidato.

Il legale si chiede il motivo per cui ci fosse una finestra aperta in un’area per bambini, il nonno ha raccontato di averla appoggiata sulla finestra convinto che il vetro l’avrebbe protetta, così ora il legale della famiglia chiede spiegazioni alla Royal Caribbean. Dal canto suo l’azienda fa sapere di essere vicino al dolore di tutti i familiari e che si metterà a completa disposizioni nelle indagini per far sì che possa essere definita nel modo migliore la dinamica dei fatti.

La truffa: «Sono Andrea Pirlo», e ordinava al telefono vestiti per migliaia di euro senza pagare. Denunciato

«Sono Andrea Pirlo», e ordinava vestiti per migliaia e migliaia di euro: ma il raggiro è stato smascherato dalla polizia e il protagonista della truffa, un 48enne di Valenza (Alessandria) è stato denunciato per truffa e sostituzione di persona. Una storia raccontata nelle pagine locali del quotidiano La Stampa: il falso Pirlo telefonava ai negozianti ordinando capi di abbigliamento per migliaia di euro, chiedendo all’occorrenza anche un po’ di sconto.

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L’uomo usava il nome del ‘Maestro’ ex Milan e Juventus per ordinare gli abiti rimandando eventuali pagamenti: la compagna (anche lei denunciata) gli dava manforte spacciandosi come collaboratrice del famoso ex calciatore e ritirando gli articoli. La truffa è però finita quando al vero Andrea Pirlo è arrivata una serie di solleciti per acquisti che non aveva mai fatto: l’ex centrocampista campione del mondo nel 2006 ha così presentato una querela che ha fatto partire le indagini.

“Mingo aveva ingannato anche me”: risolto il contenzioso tra Striscia e il buon Fabio

«Striscia la Notizia e Fabio De Nunzio sono giunti ad un reciproco chiarimento che ha permesso loro di risolvere il contenzioso insorto». Lo rende noto un comunicato del Tg satirico Mediaset precisando che «nelle ultime settimane», l’ex inviato pugliese Fabio De Nunzio «ha spiegato di essere stato lui stesso ingannato dal suo ex compagno Domenico De Pasquale, che dapprima lo aveva tenuto all’oscuro della falsità di alcuni dei servizi trasmessi nel 2013».

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«Le indagini della Procura di Bari – è detto ancora – hanno confermato che Mingo e la moglie hanno operato unilateralmente, ‘taroccandò alcuni servizi in danno di Striscia e all’insaputa dello stesso Fabio». «Fabio, sia in pubblico che in privato, ha espresso dispiacere per l’accaduto – è detto ancora – rammaricandosi di non essersi accorto di nulla e smarcandosi finalmente dal suo vecchio socio». «Alla luce delle risultanze investigative e della netta presa di distanza di Fabio – conclude la nota – Striscia ritiene dunque di poter credere alla buona fede del suo ex-inviato, che dal canto suo ringrazia e conferma la sua stima per il lavoro di Striscia la Notizia». La vicenda riguarda la presunta truffa per 10 servizi ‘taroccatì realizzati dagli inviati pugliesi per il tg satirico. Secondo l’accusa sostenuta dalla procura di Bari, all’insaputa del collega Fabio, Mingo avrebbe truffato per 170mila euro Mediaset con la complicità di sua moglie, facendosi pagare 10 servizi su fatti inventati e spacciati per veri, e facendosi anche rimborsare costi non dovuti per figuranti e attori.