Palermo, Angela Maria Corona uccisa da due sicari assoldati dalla nipote

E’ a una svolta l’inchiesta sull’omicidio di Angela Maria Corona, la donna di 47 anni trovata senza vita in un sacco dell’immondizia nel palermitano. I Carabinieri hanno arrestato all’alba di oggi la nipote e due uomini che, secondo la Procura di Termini Imerese, sarebbero stati assoldati dalla donna “come sicari”. Sono accusati di omicidio e occultamento di cadavere.

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“L’attenta attività di indagine – spiega il Procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio – condotta con encomiabile decisione dai militari della Compagnia Carabinieri di Bagheria, ha consentito in tempi rapidi di formare una solida piattaforma probatoria sulla base della quale il gip del Tribunale di Termini Imerese ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre indagati”.

Secondo la ricostruzione dei magistrati la nipote della vittima “avrebbe assoldato due sicari – dice il Procuratore – affinché , dietro corresponsione di un prezzo, l’aiutassero a uccidere la donna e occultarne il cadavere”. Il corpo di Maria Angela Corona, 47 anni, dilaniato da alcuni animali selvatici, forse cinghiali, era stato trovato dai carabinieri tra le sterpaglie lungo la strada provinciale 16 che collega Bagheria a Casteldaccia. Inizialmente era sembrato un vero rompicapo per i militari coordinati dal sostituto Daniele Di Maggio e dal procuratore capo di Termini Imerese Ambrogio Cartosio.

La donna, che era addetta alle pulizie in uno studio professionale, era scomparsa qualche giorno prima da casa a Bagheria. Erano in corso le ricerche quando è stato scoperto il cadavere. A presentare la denuncia di scomparsa era stato il compagno della donna. Sembra che all’origine dell’omicidio ci sia stata una lite in ambito familiare sfociata nel sangue. Oggi gli arresti.

Così Naomi Campbell affronta il coronavirus: «Lo faccio da 15 anni, nulla di nuovo»

Anche Naomi Campbell combatte l’emergenza coronavirus: ma affrontare i germi ed evitare ogni contagio è sempre stata una sua prerogativa, dal momento che la storica top model ora 49enne è sempre stata una maniaca dell’igiene. «Non è un bel momento. E non lo faccio per farvi ridere», afferma in un video su YouTube in cui posta le precauzioni che ha preso di recente per proteggersi dal Covid19.

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Non è da oggi che la diva delle passerelle è particolarmente attenta a evitare contaminazioni, specialmente quando viaggia – è dagli anni ’90 che indossa la mascherina – ma durante una recentissima trasferta da Los Angeles a New York la Venere nera della moda ha sfoderato l’artiglieria. In «Protecting Myself Against Coronavirus» la Campbell ha portato i suoi fan dal terminal del Los Angeles International all’aeroporto newyorkese JFK fornendo passo passo consigli su come evitare il contagio durante il viaggio. «Ero nervosa per il fatto di viaggiare in mezzo a una pandemia. Sono 15 anni che quando salgo su un aereo disinfetto il mio posto. Non è nulla di nuovo per me, ma questo è completamente nuovo».

Il video mostra Naomi ancora in casa vestita con una tuta di Tyvec bianca DuPont che può essere acquistata su Amazon: «Dicono che la cosa più importante è non toccare le superfici», spiega la diva della moda: «È un po’ drammatico ma è anche importante coprirsi gli occhi», ed ecco dunque che spuntano un paio di occhiali trasparenti di sicurezza consigliati dall’amica e altra top Linda Evangelista.

Seguono i guanti, indossati prima di salire in macchina per l’aeroporto e un mantello Burberry color cammello. «Viaggiando così mi sento più a mio agio. Se proprio devo viaggiare. Cerco di evitarlo al massimo ma se succede, viaggio così». In aeroporto la Campbell mette la mascherina N95: «Dicono che non serve, ma non sono d’accordo», spiega la modella ammettendo che anche lei, che pure è ipocondriaca, a fatica resiste all’urgenza di toccarsi la faccia.

Naomi non è l’unica star ad aver recentemente preso precauzioni quando ancora era possibile viaggiare agevolmente: a fine febbraio Gwyneth Paltrow e Bella Hadid lo hanno fatto mettendosi la mascherina in viaggio per la Fashion Week di Parigi. «Paranoica? Prudente? Nel panico? Placida? Stanotte dormirò cosi sull’aereo. Sono già stata in questo film. State al sicuro, non stringete mani, lavatevi le mani spesso», ha detto la Paltrow a corredo di un selfie su Instagram che fa riferimento a «Contagion», la sua pellicola del 2011 che racconta di un virus mortale che si diffonde per il mondo.

Sesso in auto con un poliziotto, lei è la moglie di un famoso ex calciatore

La moglie di un noto ex giocatore di calcio sarebbe stata sorpresa mentre faceva sesso con un poliziotto. Gareth Blair della struttura park-and-ride di Edimburgo, in Scozia, la scorsa settimana è stato sorpreso mentre aveva dei rapporto con la moglie di un ex calciatore noto per aver giocato in diversi club scozzesi.

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Il poliziotto è finito sotto indagine. Pare che i due si siano incontati in una palestra e abbiano avuto in segreto dei rapporti. Diverse denunce hanno portato però Blair, Comandante della Divisione di Edimburgo, nei guai e ora l’agente è sotto inchiesta. «Stiamo indagando sulle accuse di potenziale criminalità nei confronti di un ufficiale e sarebbe inopportuno commentare ulteriormente», hanno fatto sapere dal comando, come riporta la stampa locale.

Pare che l’accusa sia di atti osceni in luogo pubblico. Il rapporto tra i due si sarebbe consumato prima in un parco e poi in automobile. Indagata anche la donna.

Modella di 14 anni collassa e muore dopo 13 ore di sfilate no-stop

Sul suo contratto c’era scritto che doveva lavorare un massimo di tre ore al giorno, in realtà ne passava almeno 12 sfilando, senza assicurazione medica né giorni di festa. Venerdì, dopo l’ennesima, estenuante giornata passata in passerella a Shanghai è collassata e, dopo due giorni di coma, è morta.

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Vlada Dzyuba aveva solo 14 anni, veniva dalla città russa di Perm, e da tre mesi era impegnata in una serie di sfilate in Cina. Secondo la prima ricostruzione medica la giovane soffriva di meningite cronica ed esaurimento nervoso. Adesso è partita un’indagine, che ha riaperto il dibattito sulle condizioni di lavoro, anche minorile, nel mondo della moda. Mosca ha chiesto chiarimenti alla Cina e alla società per cui Vlada lavorava. Sulla vicenda sta indagando anche l’autorità del Cremlino sui diritti umani, Pavel Mikov.
Secondo le prime ricostruzioni, la 14enne non aveva un’assicurazione medica e il decesso è stato causato da una meningite cronica, aggravata da un grave esaurimento nervoso. A riportare la notizia sono i tabloid britannici, che citano una ricostruzione del The Siberian Times, secondo cui la ragazza aveva la febbre altissima quando ha iniziato a sfilare. Dodici ore dopo, è collassata per la stanchezza. La madre, disperata, ha raccontato che Vlada le diceva sempre che si sentiva stanca, e che voleva dormiva. «Io la pregavo di andare all’ospedale». La donna stava cercando di ottenere un visto per raggiungerla. Il capo dell’agenzia di moda che aveva dato a Vlada la possibilità di partire per il suo viaggio di lavoro, Elvira Zaitseva, ha ammesso di non aver controllato il contratto della ragazzina: «Adesso raccogliamo ciò che abbiamo raccolto».