Sesso con un 13enne: infermiera ha un figlio dal minore, incastrata dal test del DNA: «Pensavo fosse di mio marito»

Ha fatto sesso per mesi con un ragazzo di 13 anni e ha partorito suo figlio. Leah Cordice, un’infermiera di 20 anni di di Windsor, nel Berkshire, sposata, avrebbe abusato per mesi di un 13enne fino ad arrivare a farsi mettere incinta e a partorire il suo bambino credendo fosse invece figlio del legittimo marito.

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Tutto è inziato quando la donna si è introdotta di nascosto nella camera dell’adolescente, che stava giocando con i videogiochi e si è spogliata davanti a lui e costringendolo a un rapporto sessuale. I loro incontri sono andati avanti a lungo due volte al mese, tutti i mesi. La 20enne nel frattempo si è sposata con il ragazzo con cui stava insieme da tempo, pur continuando ad incontrarsi con il minore.

Quando ha scoperto di essere incinta ha creduto che il figlio fosse del marito, ma il test del DNA l’ha smentita, come riporta anche Metro. A far scattare le indagini è stata una denuncia da parte della mamam del ragazzo, che aveva notato degli atteggiamenti insoliti da parte della donna. Il test del DNA sul bambino è stata la prova degli abusi, così alla fine il 13enne ha parlato ammettendo di aver avuto rapporti con lei perché innamorato, ma si è sentito usato dalla 20enne che in realtà non aveva intenzione di lasciare il marito o costruire una vita con lui.

Sesso, boom di infezioni veneree: torna la sifilide. «Troppe app di incontri»

Descritta per la prima volta nel XVI secolo, tanto affievolita da considerarsi ormai vinta tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, la sifilide, detta anche male francese, torna a fare paura. Numeri alla mano, infatti, si registra un sensibile aumento di casi a livello internazionale. E pure in Italia. La crescita di episodi non riguarda solo la sifilide ma, in generale, le malattie sessualmente trasmissibili.

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Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, si verificano tre milioni di casi di infezioni sessuali al giorno nel mondo. Nel 2018 sono stati registrati oltre 357 milioni di casi di origine batterica e 745 milioni di casi virali. In particolare, si tratta di tricomoniasi con 143 milioni, clamidia con 131, gonorrea con 78, sifilide con 6,5. A ciò vanno aggiunte le stime relative al numero di persone che avrebbero contratto un’infezione genitale da virus dell’herpes simplex, oltre 410 milioni, e le donne con un’infezione da papillomavirus umano, più di 290 milioni. Il fenomeno cresce anche in Italia. A dare l’allarme è l’istituto San Gallicano di Roma. Per comprendere la misura di ciò che sta accadendo basta guardare al trend degli ultimi dieci anni. I dati, presentati a margine del convegno medico di alta formazione Le malattie sessualmente trasmissibili nel nuovo millennio: percorsi avanzati di prevenzione, diagnosi e terapie tenutosi a Roma, sono chiari. Le segnalazioni di infezioni sessualmente trasmissibili erano 4000 all’anno nel decennio precedente, oggi sono arrivate fino a 5300. A crescere, in particolare, è stata la sifilide, passata da 80 casi annui prima del 2000 a 420 casi annui dopo il 2000. I condilomi acuminati sono saliti dai 1500 casi annui registrati nel periodo fino al 2007 ai 3000 riscontrati tra 2008 e 2016.

Le ragioni di questa nuova proliferazione di malattie che si credevano se non completamente superate, comunque ormai lontane dalla grande diffusione, secondo gli esperti dell’Istituto sarebbero da ricercare anche nella tecnologia, con le molte app che sono dedicate a favorire incontri tra sconosciuti, pure a fini sessuali. Velocità degli incontri, scarsa o mancata conoscenza tra gli individui, carenza o assenza di precauzioni creano un mix decisamente pericoloso. Il resto lo fa la chimica, con il chemsex, ossia il sesso sotto droghe, prese proprio per migliorare le prestazioni. Un gioco pericoloso, che vede al primo posto, tra le vittime, i giovani e i giovanissimi, che usano le app per incontri sessuali, anche di gruppo e, per assicurarsi prestazioni record fanno ricorso spesso ad aiuti farmacologici. Le stime Oms del 2019 evidenziano circa 661mila casi di sifilide congenita nel 2016, che hanno causato oltre 200mila morti neonatali.

Whatsapp, occhio ai tradimenti: ecco la nuova funzione che scopre la “scappatella” del partner

Gli utenti fedifraghi di Whatsapp sono avvisati: sta per arrivare una funzionalità del servizio di messaggistica che rischia di annullare ogni scappatella. Si tratta del ‘Live Location Tracking’, un’applicazione – riporta il Telegraph – ancora in fase di studio, tramite la quale gli utenti potranno mostrare agli altri contatti la propria posizione in tempo reale, per un numero limitato di minuti o a tempo indeterminato.

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Sulla carta il ‘Live Location Tracking’ dovrebbe facilitare gli incontri tra gruppi di amici. Nella pratica, la funzionalità si presta ad altri scopi, come il ‘monitoraggio’ degli spostamenti del proprio partner. Certo, per visualizzare la posizione è necessario il consenso della persona interessata. Ma c’è da scommettere che la nuova funzionalità diventerà la causa di accesi litigi in moltissime coppie. In attesa del ‘Live Location Tracking’, Whatsapp ha già introdotto alcune significative novità come la funzione che consente di mandare messaggi anche offline (per dispositivi iOs) e la possibilità di eliminare i messaggi già inviati (per iOs e Android).