Mamma vs figlia, sui social la sfida sexy tra Eva e Mercedesz Henger

Erano una coppia mamma e figlia affiatatissima, ma da qualche tempo Eva e Mercedesz Henger sono ai ferri corti. Tra accuse reciproche via social e stracci che volano in tv, le due hanno ingaggiato anche una sfida all’ultimo bikini. In costume, in lingerie o in abiti succinti, le due mettono in mostra le loro curve in una gara a chi seduce più follower.

111220917-3dada660-7909-4938-889b-20983f521e47

A 48 anni, Eva Henger non ha nulla da invidiare alla figlia. Se Mercedesz vanta un fisico scolpito da tanta palestra, la mamma ha curve morbide e provocanti che lasciano a bocca aperta. E’ abituata a sedurre da quando era una delle regine del cinema porno, e anche ora che ha cambiato carriera ha conservato tutta la voglia di osare e il desiderio di piacere.

111221984-0090344b-747e-4c05-8631-02ed65614cf9

D’altro canto anche Mercedesz in quanto a forme generose e pose provocanti non scherza. Negli ultimi anni si è dedicata all’allenamento, scolpendo il suo corpo alla perfezione. Seno esplosivo e lato B da urlo sono i suoi punti di forza e lei sa come metterli in evidenza per tenere i follower attaccati allo schermo. Intanto la sfida tra mamma e figlia si fa più bollente che mai, e senza esclusione di colpi… ma a vincere sono i follower, che godono estasiati lo spettacolo offerto da entrambe.

Atleta uccisa da un fulmine durante la gara, le polemiche e le testimonianze: «Abbiamo sentito un boato e poi è caduta»

Si chiamava Silje Fismen l’atleta morta dopo essere stata colpita da un fulmine durante la Südtirol Ultra Skyrace a Bolzano. La skyrunner norvegese, 45 anni, si è accasciata subito dopo il boato. L’incidente è avvenuto dopo sette ore e ezza di corsa, mentre era ottava. Si trovava nei pressi del Lago di San Pancrazio e partecipava alla gara estrema di 121 chilometri con un dislivello di 7.554 metri perché di corse ne aveva vinte tante. Il temporale arrivato all’improvviso le è stato fatale ed è morta poco dopo in ospedale.

4647371_1040_silje_fismen_atleta_trentino

La sportiva, una ricercatrice oncologica, aveva portato a casa molti risultati: il 27 agosto del 2016 al Tromso Mountain Ultra era arrivata quarta, lo scorso 31 maggio aveva vinto alla The Arctic Triple Lofoten Ultra-Trail. Secondo una prima ricostruzione erano le 19.00 quando è stata folgorata. Le autorità avevano deciso di interrompere la gara a causa del maltempo alle 18.30, ma lei e un gruppo di atleti stavano ancora correndo. Quando hanno sentito il boato, i suoi compagni di gara l’hanno vista cadere e hanno corso 30 minuti per chiamare i soccorsi perché i cellulari non prendevano.

La comunità di corridori è a lutto e l’organizzazione della gara ha cancellato le premiazioni e ha posto sulla copertina della propria pagina Facebook una candela. C’è, tuttavia, chi polemizza per aver trascurato la pericolosità delle condizioni meteorologiche. Per molti, la gara doveva essere annullata prima. «Già a mezzogiorno abbiamo mandato una squadra del soccorso alpino sul posto, ci aggiornavano ogni quindici minuti sulla situazione meteo», spiegava ieri l’organizzatore Josef Günther Mair. «Va precisato che le condizioni meteo non erano ottimali, ma non prevedevano un fortunale di quella portata. Abbiamo fermato gli atleti quando sono apparse quelle nuvole. In casi come questi si controlla il gps presente sui pettorali per studiare le loro posizioni, si può mandare un sms: ma non tutti lo vedono in tempo reale. Purtroppo l’unica soluzione è fermarli quando arrivano alle baite».