Caterina Balivo, il dolore segreto: «Sono crollata. Mi sono successe delle cose…»

Su Leggo.it le ultime novità. Caterina Balivo, il dolore segreto prima dello stop di Vieni da me: «Sono crollata. Mi sono successe delle cose…». Dall’inizio dell’emergenza coronavirus, il palinsesto televisivo è stato totalmente rivoluzionato. Molti i programmi di intrattenimento che hanno lasciato il posto all’informazione. Tra gli ultimi a chiudere i battenti, Vieni da me, condotto da Caterina Balivo. Gli ultimi giorni di messa in onda per la conduttrice sarebbero stati particolarmente duri.

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Durante una diretta Instagram di Vanity Fair, Caterina Balivo ha raccontato cosa cos’è successo: «Ero molto provata da cose che mi sono successe in modo indiretto. Cose che rimarranno private. Non era facile fare battute e ridere. Un giorno sono crollata, poi il programma ha chiuso».

Gli ultimi giorni di Vieni da me, l’atmosfera era sempre più pesante. Tanto che Caterina Balivo era scoppiata a piangere in diretta. A programma concluso, la conduttrice si è presa qualche giorno di pausa dai social e chiedendo ai fan di non farle domande sulla chiusura della trasmissione. Domande a cui avrebbe fatto fatica a rispondere.

Coronavirus a Bergamo, Roby Facchinetti a Domenica In: «Su quei camion c’era un mio parente»

Alla sua città, martoriata dall’emergenza coronavirus, Roby Facchinetti ha dedicato un brano, “Rinascerò, rinascerai”. Il dolore dell’ex membro dei Pooh, però, non riguarda solo il dramma vissuto dalla città di Bergamo, ma è anche e soprattutto personale.

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In collegamento con Mara Venier a Domenica In, infatti, Roby Facchinetti ha rivelato un dettaglio molto doloroso: «Abbiamo visto tutti i camion dell’esercito che portano via le bare fuori regione. Su quei camion c’erano tanti cittadini di Bergamo, compresi miei amici, conoscenti e uno dei miei parenti. Vivere a Bergamo non è facile: siamo terrorizzati e spaventati, c’è più terrore che paura, i malati vanno via in ambulanza e i familiari sanno che molte volte non li rivedranno più».

Per questo motivo, Roby Facchinetti lancia un appello a tutti gli italiani: «Qui a Bergamo stiamo male: troppo dolore, troppo pianto… Viviamo su un campo minato, è peggio di una guerra. In guerra morivano i giovani, questo virus invece si prende tutti, senza distinzioni, non guarda in faccia a nessuno. Non capisco come alcune persone non riescano ancora a capire la gravità della situazione».

L’ex componente dei Pooh ha poi spiegato che, anche a fine emergenza, sarà difficile ritornare alla vita di sempre. «Non abbiamo mai vissuto una situazione umana così dura dal punto di vista psicologico. Cosa succederà poi? Usciamo tutti? A fare cosa? Ci vorrà molto tempo per elaborare e tornare alla vita di un mese fa. Sono convinto che ripartiremo e ci rifaremo economicamente, anche con gli interessi. I bergamaschi e i lombardi hanno sempre avuto queste capacità e le tireremo fuori anche stavolta» – ha spiegato Roby Facchinetti – «La musica mi ha salvato e mi salva anche in questi momenti, ma adesso ogni volta che squilla al telefono è un colpo al cuore. Faccio cose che mai avrei creduto di fare: consolare nipoti, amici e parenti che hanno perso i loro cari».

Roby Facchinetti, infine, rivolge un appello a tutti, dai cittadini agli esponenti politici: «In questo orribile viaggio siamo tutti uguali. Vorrei dire che siamo sulla stessa barca, anzi dico sullo stesso barcone o gommone. Siamo tutti uguali».

Alex Baroni, la mamma Marina Marcelletti morta per coronavirus: «Stanotte lo ha raggiunto»

Tra le vittime del coronavirus anche la mamma di Alex Baroni, il cantante scomparso nel 2002. A darne notizia è il Corriere della Sera, che riporta un post su Facebook di Valeria Frasca, cugina del cantante e nipote di Marina Marcelletti, la zia defunta.

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Nel post si legge: «Finora solo numeri. Li leggi, e forse l’istinto alla vita ti fa pensare che quella cosa non ti toccherà mai. Parlare del proprio dolore sui social è cosa complicata e discutibile lo so. Ma per una volta infrango la regola. Oggi se n’è andata una mia zia adoratissima. Si chiamava Marina, aveva una treccia lunghissima ed era la donna più solare e positiva Io abbia mai conosciuto».

«Perse un figlio tanti anni fa – continua il post – qualcuno di voi forse lo ricorderà, faceva il cantante il suo nome era Alex Baroni. Dopo quella tragedia Marina per combattere il dolore si mise a correre, a correre kilometri, una runner si direbbe oggi, e a viaggiare viaggiare ovunque, sempre sempre in movimento. Marina ha preso il coronavirus e stanotte ha raggiunto il suo Alex.
Non ci saranno funerali, ma un pensiero immenso per lei, che possa correre anche lassù nel cielo. Ciao Marina immensa».

Alex Baroni, il cantante rimasto nel cuore degli italiani, morì il 13 aprile del 2002 a Roma, in seguito a un incidente in moto sulla circonvallazione Clodia. Per quattro anni era stato legato sentimentalmente alla collega Giorgia, che ogni 13 aprile, giorno del suo compleanno, gli dedica un tenero pensiero. Aveva 36 anni.

Belen Rodriguez, dolore inaspettato a Verissimo: «Ero talmente triste che non riuscivo ad alzarmi dal letto»

Belen Rodriguez a Verissimo: «Ero talmente triste che non riuscivo ad alzarmi dal letto». Belen Rodriguez ospite sabato pomeriggio a Verissimo, racconta a Silvia Toffanin il ritrovato amore tra lei e il marito (e padre di suo figlio Santiago) Stefano De Martino.

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Dopo un lungo periodo di separazione, Belen Rodriguez e Stefano De Martino si sono lasciati alle spalle incomprensioni e ripicche per riscoprirsi più innamorati che mai: «Non lo dico ad alta voce perché ho sempre paura delle perdite, ma si può perdonare, anche se è difficile, e si può ricominciare. L’amore non si può mettere in pausa. Puoi fare finta per un po’, ma poi devi accettarlo». Ospite sabato pomeriggio a Verissimo, Belen Rodriguez ha raccontato a Silvia Toffanin, che le chiede cosa le piaccia di più di suo marito: «Lui per me è oltretutto un amico. Ama i miei difetti e mi fa divertire tantissimo. Inoltre, anche se a volte mi fa arrabbiare, riesce a sdrammatizzare quei momenti in cui io sono più nostalgica».

Elena Santarelli, il dramma segreto: «Io e Bernardo Corradi ci siamo allontanati a causa del tumore di nostro figlio»

Elena Santarelli, il dramma segreto: «Io e Bernardo Corradi ci siamo allontanati a causa del tumore di nostro figlio». La showgirl di Latina è tornata a parlare della malattia del piccolo Giacomo, in occasione dell’uscita del suo libro, il cui ricavato andrà tutto in beneficenza. Elena Santarelli ha rivelato anche un momento difficile tra lei e il marito Bernardo Corradi.

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Come riporta il sito il Giornale, ecco le parole di Elena Santarelli: «Subito dopo la scoperta del tumore, per qualche settimana, ci siamo allontanati. Ognuno voleva vivere il dolore a modo suo. Poi abbiamo combattuto insieme. Io sono stata spesso nervosa, intrattabile, ma mio marito è stato bravissimo a sopportarmi nonostante fosse devastato».

E conclude: «All’ospedale ho visto genitori litigare davanti ai bambini, mogli lasciate dai mariti, uomini capaci di tradire le compagne impegnate ad accudire i figli ricoverati».

Alba Parietti, il dramma di Luana: la fidanzata del figlio morta a 25 anni. «Quei giorni capii cos’è l’inferno»

«Quel giorno e nei giorni, nei mesi successivi io capii cos’è l’inferno». Una foto in bianco e nero, un lungo post. Parole commosse. Alba Parietti si è affidata a Instagram per ricordare Luana, la fidanzata del figlio Francesco morta la notte tra il 17 e 18 ottobre del 2006 quando aveva solo 25 anni. Era il suo compleanno, morì in macchina in un incidente stradale nel tentativo di evitare un uomo in bicicletta. «Una ferita per sempre il dolore più forte del mondo per tua madre e per Francesco, mi figlio che ti amava».

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«Era la notte tra il 17 e 18 ottobre del 2006 – racconta Alba Parietti su Instagram – Era il giorno del tuo 25esimo compleanno. Era un giorno in cui tu ti aspettavi sorprese bellissime e sulla strada, per non investire un uomo in bicicletta trovasti la morte. Rimarrai nel mio cuore, con quel tuo sorriso, con la tua bellezza con quel senso di ingiustizia che non riuscirò mai a placare. Una ferita per sempre il dolore più forte del mondo per tua madre e per Francesco, mi figlio che ti amava. E nessuna parola o gesto non riuscì a dare conforto e consolare».

«Quel giorno e nei giorni, nei mesi successivi io capii cos’è l’inferno – prosegue Alba Parietti – E per me è stato quel senso di impotenza rispetto a tutto ciò che era accaduto e il dolore lo strazio senza fine che ne conseguì. Nulla è stato più uguale. Anche il mio modo di vedere la vita. Tutto sembrava così inutile. Ma tu sarai sempre Luana bellissima, dolce e sorridente generosa nel ricordo di noi tutti. Nelle lacrime che verso ancora oggi ogni volta che penso alla tua vita tragicamente e ingiustamente spezzata. Ora che Franca tua madre ti ha raggiunto – conclude – spero abbia con te trovato pace amore bellissima. Indimenticabile tesoro, adorata Luana nei miei occhi per sempre #vittimedellastrada».

Carabiniere ucciso, la madre di Elder Lee: «Mio figlio è un ragazzo riflessivo, se ha agito così è perchè era terrorizzato»

«Un ragazzo riflessivo, che se ha agito contro qualcuno lo deve aver fatto perché terrorizzato. Un giovane che non prendeva droghe, solo la marijuana, legale nel suo Paese, la California, con la ricetta medica».

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Così descrive Finnegan Elder Lee, presunto assassino del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, la madre del ragazzo in una intervista alla Stampa, in cui premette di essere vicina al dolore della moglie del carabiniere. «Siamo tremendamente dispiaciuti. Abbiamo totale fiducia nella giustizia italiana, afferma la donna. Non ho parlato con mio figlio. Mio marito lo vedrà oggi a Roma. Ma non riesco a spiegarmi questa sua reazione. È un ragazzo riflessivo, che ha anche molto sofferto ed è vero che usava la marijuana, che in California è legale e lui la prendeva con la ricetta medica, per alleviare il dolore di una menomazione fisica. Non mi sono mai accorta che usasse altre droghe».

Ha mai notato in suo figlio esplosioni di rabbia improvvisa? «Mai – risponde -. Finn è un ragazzo riflessivo. L’unica spiegazione che posso darmi se davvero risultasse coinvolto in modo diretto in questa tragedia, è che fosse terrorizzato e dunque può aver reagito in modo inconsulto».

Sentita sull’uscio di casa anche dal Corriere della Sera, la madre del ragazzo americano si dice distrutta. «Non posso parlare – aggiunge -, è tutto così precario, stiamo aspettando le indicazioni del Dipartimento di Stato, prima di partire per Roma forse domani o mercoledì».