Elena Santarelli, il dramma segreto: «Io e Bernardo Corradi ci siamo allontanati a causa del tumore di nostro figlio»

Elena Santarelli, il dramma segreto: «Io e Bernardo Corradi ci siamo allontanati a causa del tumore di nostro figlio». La showgirl di Latina è tornata a parlare della malattia del piccolo Giacomo, in occasione dell’uscita del suo libro, il cui ricavato andrà tutto in beneficenza. Elena Santarelli ha rivelato anche un momento difficile tra lei e il marito Bernardo Corradi.

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Come riporta il sito il Giornale, ecco le parole di Elena Santarelli: «Subito dopo la scoperta del tumore, per qualche settimana, ci siamo allontanati. Ognuno voleva vivere il dolore a modo suo. Poi abbiamo combattuto insieme. Io sono stata spesso nervosa, intrattabile, ma mio marito è stato bravissimo a sopportarmi nonostante fosse devastato».

E conclude: «All’ospedale ho visto genitori litigare davanti ai bambini, mogli lasciate dai mariti, uomini capaci di tradire le compagne impegnate ad accudire i figli ricoverati».

Alba Parietti, il dramma di Luana: la fidanzata del figlio morta a 25 anni. «Quei giorni capii cos’è l’inferno»

«Quel giorno e nei giorni, nei mesi successivi io capii cos’è l’inferno». Una foto in bianco e nero, un lungo post. Parole commosse. Alba Parietti si è affidata a Instagram per ricordare Luana, la fidanzata del figlio Francesco morta la notte tra il 17 e 18 ottobre del 2006 quando aveva solo 25 anni. Era il suo compleanno, morì in macchina in un incidente stradale nel tentativo di evitare un uomo in bicicletta. «Una ferita per sempre il dolore più forte del mondo per tua madre e per Francesco, mi figlio che ti amava».

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«Era la notte tra il 17 e 18 ottobre del 2006 – racconta Alba Parietti su Instagram – Era il giorno del tuo 25esimo compleanno. Era un giorno in cui tu ti aspettavi sorprese bellissime e sulla strada, per non investire un uomo in bicicletta trovasti la morte. Rimarrai nel mio cuore, con quel tuo sorriso, con la tua bellezza con quel senso di ingiustizia che non riuscirò mai a placare. Una ferita per sempre il dolore più forte del mondo per tua madre e per Francesco, mi figlio che ti amava. E nessuna parola o gesto non riuscì a dare conforto e consolare».

«Quel giorno e nei giorni, nei mesi successivi io capii cos’è l’inferno – prosegue Alba Parietti – E per me è stato quel senso di impotenza rispetto a tutto ciò che era accaduto e il dolore lo strazio senza fine che ne conseguì. Nulla è stato più uguale. Anche il mio modo di vedere la vita. Tutto sembrava così inutile. Ma tu sarai sempre Luana bellissima, dolce e sorridente generosa nel ricordo di noi tutti. Nelle lacrime che verso ancora oggi ogni volta che penso alla tua vita tragicamente e ingiustamente spezzata. Ora che Franca tua madre ti ha raggiunto – conclude – spero abbia con te trovato pace amore bellissima. Indimenticabile tesoro, adorata Luana nei miei occhi per sempre #vittimedellastrada».

Carabiniere ucciso, la madre di Elder Lee: «Mio figlio è un ragazzo riflessivo, se ha agito così è perchè era terrorizzato»

«Un ragazzo riflessivo, che se ha agito contro qualcuno lo deve aver fatto perché terrorizzato. Un giovane che non prendeva droghe, solo la marijuana, legale nel suo Paese, la California, con la ricetta medica».

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Così descrive Finnegan Elder Lee, presunto assassino del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, la madre del ragazzo in una intervista alla Stampa, in cui premette di essere vicina al dolore della moglie del carabiniere. «Siamo tremendamente dispiaciuti. Abbiamo totale fiducia nella giustizia italiana, afferma la donna. Non ho parlato con mio figlio. Mio marito lo vedrà oggi a Roma. Ma non riesco a spiegarmi questa sua reazione. È un ragazzo riflessivo, che ha anche molto sofferto ed è vero che usava la marijuana, che in California è legale e lui la prendeva con la ricetta medica, per alleviare il dolore di una menomazione fisica. Non mi sono mai accorta che usasse altre droghe».

Ha mai notato in suo figlio esplosioni di rabbia improvvisa? «Mai – risponde -. Finn è un ragazzo riflessivo. L’unica spiegazione che posso darmi se davvero risultasse coinvolto in modo diretto in questa tragedia, è che fosse terrorizzato e dunque può aver reagito in modo inconsulto».

Sentita sull’uscio di casa anche dal Corriere della Sera, la madre del ragazzo americano si dice distrutta. «Non posso parlare – aggiunge -, è tutto così precario, stiamo aspettando le indicazioni del Dipartimento di Stato, prima di partire per Roma forse domani o mercoledì».