Franca, lavoratrice disabile: «Mi hanno negato il bonus di 600 euro, ma l’invalidità non può essere un benefit»

Franca Borin, 48enne vicentina, è una dei tanti lavoratori disabili italiani che, di fronte alla crisi economica scaturita dall’emergenza coronavirus, si è vista negare il bonus di 600 euro previsto dal decreto Cura Italia. Il motivo del ‘mancato diritto’, come spiega la diretta interessata, è proprio il certificato che attesta la sua invalidità: «Eppure la disabilità non può essere considerata un benefit».

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Franca Borin, madre di quattro figli e paraplegica da 23 anni in seguito ad un incidente stradale, lavora come venditrice online per un’azienda che produce integratori. Il suo lavoro, dall’inizio del lockdown, è andato avanti ma ovviamente niente è stato come prima. «Noi siamo pagati a provvigione tramite fattura: sono iscritta alla gestione separata Inps perché ho la partita Iva e fino a qualche tempo fa lavoravo anche come dipendente a tempo determinato, poi mi è rimasto solo quest’impiego» – spiega la donna a Leggo – «Se non vendiamo, non guadagniamo: io personalmente negli ultimi mesi ho avuto solo alcuni riordini ma nessun nuovo cliente, dal momento che le persone non spendono soldi in un simile momento di crisi».

Franca Borin, nota sui social come ‘Zia Franca’, ovviamente non ha una capacità lavorativa al 100% ma vuole essere la voce di tante persone nella sua stessa situazione: «Vorrei che questa cosa venisse alla ribalta: non sono l’unica disabile esclusa, lo sono tutti coloro che percepiscono l’assegno ordinario di invalidità. Per riceverlo, si devono avere almeno cinque anni di contributi versati negli ultimi tre: io, come tante altre persone, rispondo a questi requisiti e ricevo 340 euro di indennità lorda, non netta. Questo stesso criterio però mi impedisce di ricevere bonus e sussidi di disoccupazione: a luglio ho cessato un rapporto di lavoro dipendente ma mi hanno negato la disoccupazione. Mi hanno riconosciuto una parziale capacità lavorativa e dovrei scegliere tra l’invalidità e altri sussidi, compresi disoccupazione e bonus del Cura Italia. Col nuovo decreto Rilancio potrei farmi rientrare tra gli aventi diritto, ma non ne ho la certezza e ovviamente non si tratta di misure retroattive, quindi ho già perso ciò che ritengo mi spettasse negli scorsi mesi. Inoltre, prima di un adeguamento da parte dell’Inps ho paura di dover aspettare mesi».

«Le persone con disabilità non sono solo persone non autosufficienti che hanno bisogno di assistenza totale. Io non sono in questa condizione, ho scelto di lavorare per mantenere la mia famiglia e non voglio vivere di sussidi a spese dello Stato» – spiega ancora Franca Borin – «Tante persone normodotate magari percepiscono il reddito di cittadinanza e poi lavorano in nero per arrotondare: io non posso farlo, se lo Stato mi dà la possibilità di aprire la partita Iva e pagare le tasse, ho diritto ad avere il bonus».

Giulia De Lellis sta con Damante: le corna sono una verità passata

Una volta che la verità è venuta a galla, Giulia De Lellis non ha più timore di esporsi sul suo ritorno di fiamma con Andrea Damante. Dalla quarantena romantica a Pomezia, insieme a tutta la sua famiglia e al nuovo (o vecchio?) fidanzato, l’influencer rivendica il suo diritto ad essere felice e, soprattutto, quello di fare liberamente le sue scelte. E a chi le punta contro il dito per le sue decisioni giudicate “incoerenti” con le dichiarazioni passate, lei risponde per le rime.083137294-595c7bc9-205f-4696-990e-d5fff16074cd

A scatenare l’ira funesta della De Lellis ci ha pensato Selvaggia Lucarelli, che ha condiviso sulla sua pagina Instagram il titolo di un articolo (non suo) pubblicato dal sito TPI. La tesi, in sostanza, è questa: dopo aver detto peste e corna di Damante, Giulia ci è ricascata di nuovo con tutte le scarpe. L’influencer non ci sta, e decide di rispondere per spiegare la sua versione dei fatti.

Inizia senza giri di parole il messaggio della De Lellis, stanca di vedersi sempre nell’occhio del ciclone. E continua, rivendicando le sue scelte: “Si forse è la storia più vecchia del mondo, o forse è la storia di chi ha trovato un po’ più di coraggio.”

“Non mi giustifico mai, ma a te voglio dire una cosa perché ti stimo e ti faccio molto intelligente: ciò che ho scelto di condividere con tutti non definirlo “fuffa”. Non essere così cinica. “Fuffa “è chi parla senza sapere. Cioè se si vuole dire cose tanto per parlare di questo, ne sto leggendo molte ed è ok”, prosegue Giulia nella sua risposta. “Ma quel libro, è una verità passata, cose che sono riuscita a mettere via aiutando non solo me stessa, ma tantissime altre persone. Ma ciò che è stato resta, da parte, in un libro come in questo caso, o nella mente… Senza sminuire ne ieri e oggi. Ma tranquilli che al massimo mi faccio male io mica voi”, conclude.

Già qualche giorno fa l’ex corteggiatrice aveva risposto via Instagram a chi metteva in dubbio l’amore ritrovato con il dj, sostenendo che la paparazzata del settimanale Chi e la nuova love story fossero solo una trovata di marketing. “Tesoro, parti dal presupposto che io non faccio parte di quelli che si vendono. Ma anche se fossi così disperata, almeno un po’ di blush o un filo di mascara, conoscendomi, non lo avrei messo su? Sembro un cesso dai”, aveva scritto. Quello con Damante è amore vero, assicura Giulia, e le corna sono ormai un ricordo lontano…