Armine Harutyunyan, “la modella di Gucci tra le 100 donne più belle del mondo”. E scatta il body shaming

Se il suo nome può non dire nulla ai meno fashion addicted, la foto di Armine Harutyunyan potrebbe aiutare a capire di chi e cosa si sta parlando con insistenza sui social negli ultimi giorni.

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Armine è una modella 23enne di origine armena scelta da Gucci per le sue sfilate alla Milano Fashion Week dello scorso settembre e che sarebbe stata inserita nell’elenco delle 100 donne più belle del mondo. Tanto è bastato per sollevare uno stuolo di odiatori digitali, pronti ad alzare barricate contro l’aspetto di Armine, così lontano dai canoni della bellezza patinata che in un ideale ormai anacronistico dovrebbe avere l’onore di calcare le passerelle.

Chi l’ha definita “brutta”, chi “inadatta al mondo della moda”, chi ha persino utilizzato le sue foto per creare un meme e concludere “voi ci uscireste a cena?”.

Body shaming, niente di più e niente di meno, al quale né la modella né Gucci hanno risposto. Il risultato? Armine e Gucci sono – da giorni – protagonisti nelle homepage dei maggiori siti di informazione, non solo quelli che si occupano di moda.

Non è la prima volta che la casa di moda ricorre a scelte poco convenzionali per quanto riguarda l’aspetto delle sue modelle, ma se la normalizzazione di ogni corpo passa dal marketing, che allora ben venga.

Ciak si torna a girare a Hollywood, ma sul set niente baci, abbracci e il sesso… si fa al computer

A Hollywood si ricomincia. Le produzioni piano piano tornano a riaprire i set, (data prevista il 12 giugno) ma con cautela e con alcune regole precise. Niente baci sul set, né corpo a corpo o scene di massa. E per quanto riguarda il sesso ci si affiderà alla tecnologia CGI. Le raccomandazioni per una ripartenza in sicurezza sono contenute in un documento messo a punto da un’unità d’intervento per la ripresa dopo il coronavirus, mentre già una grande produzione, “Mission Impossible: 7” annuncia il prossimo ciak a settembre.

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L’obiettivo, come si legge nelle raccomandazioni, è quello di “minimizzare i contatti ravvicinati tra gli attori rivedendo i copioni o usando effetti digitali”. E ancora rilevazione della temperatura all’ingresso sul set, test del Covid-19 come condizione contrattuale, uso di mascherine e visiere, frequente lavaggio delle mani, no al buffet, con cibo impacchettato e pause pranzo scaglionate.

Il documento afferma inoltre che “i momenti di contatto ravvicinato” dovrebbero essere “riscritti, abbandonati o risolti da CGI”. E proprio attraverso questa tecnologia di computer graphic, già molto utilizzata per numerosi film d’animazione, verranno riprodotte le scene di sesso.
I programmi TV continueranno a trasmettere senza un pubblico dal vivo e alle star verranno impartite lezioni formali su come lavarsi le mani correttamente al fine di conformarsi alla nuova legislazione. Infine, anche le audizioni si terranno dietro separatori in plexiglass.

Il documento prevede la presenza su ogni set un “commissario Covid” a cui sara’ affidata la sorveglianza su tutti i protocolli, inclusa la disinfezione. Il “libro bianco” di 22 pagine è stato sottoposto al governatore della California, Gavin Newson, e al suo collega di New York, Andrew Cuomo. È stato messo a punto da una coalizione di addetti ai lavori che includono membri dei sindacati degli attori, dei registi e delle maestranze, rappresentanti delle major, di societa’ come Amazon e Netflix ed esperti sanitari. “La via della ripresa sta prendendo forma e restiamo ragionevolmente ottimisti – hanno commentato il presidente del sindacato registi Thomas Schlamme e il direttore esecutivo Russell Hollander – Apprezziamo il bisogno di tornare a lavorare, farlo presto È importante, ma farlo bene e’ obbligatorio”.

La presentazione del documento ha coinciso con l’annuncio che “Mission Impossible: 7”, bloccato a fine febbraio mentre Cruise si accingeva a girare a Venezia, le riprese in esterno riprenderanno da settembre.