Kennedy, trovata morta la 22enne nipote di Bob nella villa di famiglia: forse overdose

Saoirse Kennedy Hill, 22enne nipote di Bob Kennedy, fratello di JFK, è morta nella villa di famiglia a Hyannis Port, in Massachussets, probabilmente a seguito di una overdose. Lo riporta il New York Times, spiegando che la giovane si è sentita male ieri pomeriggio mentre si trovava nella casa dove abita la nonna Ethel, la 91enne vedova di Bob Kennedy, ed è stata dichiarata morta nell’ospedale di Cape Cod dove è stata trasferita dai servizi di emergenza intervenuti.

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«I nostri cuori sono devastati per la perdita della nostra amata Saoirse, la sua vita era piena di speranza, promesse ed amore», si legge in una dichiarazione della famiglia Kennedy, che riporta anche la dichiarazione di Ethel Kennedy: «Il mondo è un posto meno bello oggi».

Figlia di Courtney Kennedy, quinta figlia di Bob ed Ethel, e Paul Michael Hill, Saoirse era studentessa di comunicazione al Boston College e vice presidente del gruppo degli studenti democratici. Ai tempi del liceo, frequentato alla Deerfield Academy, scuola privata del Massachusset, la ragazza aveva scritto sul giornale della scuola della sua lotta contro la depressione «che affonda le radici nell’inizio della scuola media a sarà con me per il resto della mia vita».

«La gente parla liberamente di cancro: perché è così difficile discutere degli effetti della depressione, sindrome bipolare, ansia o disturbi schizofrenici?», scriveva ancora la ragazza, il cui padre, Paul Michael Hill, è stato uno dei quattro irlandesi – diventati poi famosi come i Guilford Four – detenuti per 15 anni con l’accusa di coinvolgimento negli attentati dell’Ira e poi scagionati e liberati nel 1990. Hill e Courtney Kennedy si sono sposati nel 1993 e poi separati nel 2006. La proprietà dei Kennedy a Hyannis Port comprende una serie di ville di fronte al mare in un terreno di oltre 2 ettari di proprietà della famiglia dagli anni venti del secolo scorso.

Sidney Rome: “Ecco cosa ha salvato le mie figlie dalla droga…”

“Quando ero alle medie, ho iniziato a scappare di casa, stavo lontana anche per giorni, staccavo il cellulare e ….”.
Jessica, figlia adottiva di Sidney Rome, parla a Domenica Live dei problemi avuti con la droga. Al suo fianco, la madre Sidney e la sorella, anche lei adottata, Vanessa.
“Intorno ai 15 anni, prima sono andata in ospedale poi a San Patrignano. All’inizio ero molto spaventata. Poi mi sono trovata finalmente in un posto in cui ero capita, c’erano persone come me, che avevano disagi dietro e mi hanno aiutato. Hanno fatto un loro percorso e poi hanno deciso di aiutare”.

U.S. actress Sydne Rome poses during the red carpet for the movie "Il cuore grande delle ragazze" directed by Pupi Avati at Rome Film Festival November 1, 2011. REUTERS/Max Rossi (ITALY - Tags: ENTERTAINMENT)

Prima, Sidney Rome aveva tentato di farle fare delle cure in America. “Avevo provato a mandarla in una comunità in North Carolina ma non le è piaciuta”.
A San Patrignano, poi, è arrivata anche la sorella Vanessa, caduta in una forte depressione.
“Siamo state quattro anni – racconta Jessica – dopo un anno ti permettono di vedere i genitori, prima puoi scrivere ma io non sono molto presente. Aspettavo di rivederli”.
“Io invece scrivevo una lettera al giorno. Volevo essere partecipe”, dice Sidney Rome.
Jessie si è sposata con un ragazzo conosciuto a San Patrignano e ha due bambini. L’altra, sempre a San Patrignano, ha imparato l’arte della pasticceria ed oggi lavora proprio come pasticcera.
“Noi ringraziamento veramente San Patrignano per due vite – dice Sidney Rome – è più un collegio che un centro di riabilitazione. Grazie a San Patrignano e grazie a me e mio marito che abbiamo visto il problema e non abbiamo aspettato che si logorasse”.