Michela Quattrociocche e Alberto Aquilani si separano: «Scelta sofferta, ma consapevole»

Alberto Aquilani e Michela Quattrociocche hanno annunciato la loro separazione dopo quasi otto anni di matrimonio: un vero e proprio fulmine a ciel sereno, quello che arriva dalla coppia di coniugi romani, genitori di due bambine. L’annuncio ‘bipartisan’ è arrivato sui rispettivi account Instagram dell’ex centrocampista e dell’attrice, entrambi nati e cresciuti a Roma.

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«In questo momento così difficile per la vita di tutti noi, e dopo tanto dolore per quanto accaduto per il Covid-19, avremmo preferito il silenzio. Ma i tanti amici, e le tante persone che ci vogliono bene, ci chiedono da tempo di noi. Abbiamo deciso – di comune accordo e con grande rispetto reciproco – di separarci» – si legge nel messaggio pubblicato su Instagram Stories – «È stata una scelta consapevole, naturalmente sofferta, ma inevitabile. Resta un grande affetto tra di noi, quali genitori che sono e restano orgogliosi di aver costruito una bellissima famiglia, con due figlie meravigliose, che saranno sempre al centro della nostra vita. Chi ci vuole bene saprà rispettare la nostra privacy, soprattutto per la serenità e per la tutela delle nostre figlie. Per questo, da oggi, non parleremo più di tutto ciò, con nessuno. Grazie, Michela e Alberto».

L’ex centrocampista, tra le altre, di Roma, Liverpool, Juventus, Milan e Fiorentina aveva sposato l’attrice diventata nota per ‘Scusa ma ti chiamo amore’ nel luglio del 2012. Insieme, Alberto Aquilani e Michela Quattrociocche avevano già avuto la prima figlia, Aurora, che oggi ha nove anni, tre in più della sorella minore, Diamante.

Plasma iperimmune, la Microsoft di Bill Gates cerca pazienti donatori per creare un trattamento Covid-19

Microsoft sta lanciando uno strumento di auto-screening per verificare quali persone siano qualificate per donare il proprio plasma iperimmune nella speranza di creare un trattamento per i malati di Covid-19. Lo ha rivelato la stessa azienda di Bill Gates all’interno del loro blog lo scorso 20 aprile. Il plasma iperimmune sta alimentando il dibattito di queste ultime settimane in merito alle cure per il Covid-19.

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Una terapia che, a detta degli esperti, starebbe dando dei buoni riscontri sull’evoluzione clinica dei pazienti. In Italia la sperimentazione è partita del laboratorio di virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia diretto dal professor Fausto Baldanti ed è tuttora in sperimentazione anche all’Ospedale Carlo Poma di Mantova con il primario di pneumologia Giuseppe De Donno che ne sottolinea quotidianamente l’efficacia.

«C’è un trial che è in fase di completamento, che ha arruolato 47 pazienti, tutti pazienti piuttosto gravi, in ventilazione assistita. L’arruolamento dell’ultimo paziente è avvenuto giovedì o venerdì scorso e ora siamo in una fase di analisi di questo trial», ha detto Baldanti domenica sera a Che Tempo che Fa di Fabio Fazio. «I risultati sono davvero incoraggianti – ha aggiunto – l’efficacia si vede in un tempo molto breve» sottolineando di aver «in questo momento possiamo immaginare di avere una terapia di emergenza ma che potrebbe anche funzionare». «È naturale però che questa non sia la soluzione del problema – ha precisato Baldanti – la soluzione arriverà con il vaccino, con farmaci specifici oppure con la sintesi di questi stessi anticorpi in maniera ingegnerizzata, cose che richiedono tempo».

Lo strumento della Microsoft in fase di lancio è parte del lavoro di un team chiamato CoVig-19 Plasma Alliance. Quando qualcuno è infetto da un virus, il suo sistema immunitario produce anticorpi per combatterlo. Una volta che la persona infetta guarisce, all’interno del suo sangue è possibile trovare questi anticorpi. «Prima i pazienti Covid-19 guariti donano il loro plasma, prima il CoVig-19 Plasma Alliance può essere in grado di iniziare a produrre una potenziale terapia e avviare studi clinici», si legge nel testo sul blog. «Questi studi determineranno se questa terapia possa trattare i pazienti a rischio di gravi complicanze da Covid-19».

«Non si tratta di un nuovo trattamento – scrivono sul blog – è stato già usato per trattare la difterite nel 1890 e, efficacemente, durante la pandemia di influenza del 1918. Le infusioni al plasma sono state anche utilizzate per trattare le persone con malattie come la SARS, il morbillo e la varicella. Riguardo il Covid-19, alcune prime informazioni suggeriscono che le infusioni di plasma hanno abbreviato i tempi di guarigione di alcuni pazienti, ma è ancora troppo presto per dire quanto sia efficace il trattamento. I ricercatori negli Stati Uniti continuano a condurre studi controllati».

«L’obiettivo di Alliance – spiegano – è diverso da alcune altre iniziative relative al plasma. Piuttosto che concentrarsi sul dare trasfusioni di plasma direttamente ai pazienti infetti, l’Alliance vuole fare una terapia chiamata globulina iperimmune policlonale (H-Ig). Il processo riunisce più donazioni di plasma. Quindi, gli anticorpi vengono concentrati in una forma liquida, che i ricercatori cercheranno di utilizzare per creare un farmaco in grado di curare il virus. La terapia dovrebbe essere sottoposta a studi clinici prima di essere approvata per il trattamento di pazienti Covid-19».

«Il Bot al plasma CoVIg-19 , che Microsoft prevede di rendere disponibile tramite canali web, social e di ricerca, pone una serie di domande per vedere se un utente sia in grado di donare, compresi i farmaci che stanno assumendo, le allergie e altri condizioni mediche – concludono – Se risultassero idonei, gli utenti riceveranno informazioni su dove donare il proprio plasma, che richiede circa un’ora. Il reclutamento inizierà negli Stati Uniti per poi espandersi in Europa. Oltre a Microsoft, l’Alliance include Biotest, BPL, LFB, Octapharma, CSL Behring e Takeda. La Bill and Melinda Gates Foundation è consulente del progetto».

Cataldo Franco, ai domiciliari il carcerierie di Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido a 13 anni. Scarcerato per rischio Covid-19

Cataldo Franco ha ottenuto il trasferimento agli arresti domiciliari per il rischio di contrarre il Covid-19. L’uomo, stava scontando una condanna all’ergastolo. Per circa due mesi fu il carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, che venne rapito il 23 novembre 1993 – quando non aveva ancora compiuto 13 anni – per intimidire il padre del bambino che aveva deciso di collaborare con la giustizia. Fu tenuto sotto sequestro per 779 giorni, ucciso e sciolto nell’acido per indurre il padre a ritrattare per volontà di Giovanni Brusca.

Cataldo Franco, anziano (ha 85 anni) e malato, è tornato nella sua casa di Geraci Siculo, a Palermo, trasferito ai domiciliari per il pericolo di poter contrarre il coronavirus. È uscito dal carcere di Opera lo scorso 28 aprile. C’è anche il suo nome nell’elenco dei 370 detenuti finiti agli arresti domiciliari per “motivi di salute”.

Tenne segregato il piccolo Giuseppe Di Matteo dalla fine dell’estate all’inizio di ottobre del 1994. Il bambino fu successivamente trasferito per la richiesta di Cataldo Franco di liberare il capannone dove era rinchiuso perché l’inizio della stagione della raccolta delle olive. Fu poi arrestato e condannato all’ergastolo.

Sesso in fase 2, le regole dell’esperto: «Sì ai baci, ma solo sulle labbra. La saliva è a rischio contagio Covid 19»

Sesso in fase 2 di coronavirus, c’è il parere dell’esperto. Attività motoria all’aperto sì, ma il sesso e l’attività sessuale con il partner? Sì o no? Le coppie che hanno un’intimità e che hanno osservato insieme la quarantena possono lasciarsi andare ma con estrema cautela (standard igienici più alti del normale). Anche quelle che non sono state confinate insieme possono ma con molta più prudenza e con le protezioni che si userebbero se non si conosce il partner, quindi con il preservativo. Niente sesso selvaggio, dice il direttore dell’Istituto andaluso di Sessuologia Francisco Cabello, in un articolo riportato dal quotidiano spagnolo La Vanguardia e ripreso da Il Messaggero.

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Il sessuologo di Màlaga dice bisogna limitare i baci francesi, con la lingua, ed evitare il faccia a faccia. Solo baci stampati sulle labbra. Perché il contatto umano deve comunque proteggersi dalle goccioline di saliva che potrebbero essere contagiose. Capito perché il bacio appassionato non si può? Perché nella saliva, e in alcuni casi anche nei liquidi biologici, potrebbe esserci un’alta concentrazione di virus. Motivo per il quale esclude il sesso orale, per esempio.

Cabello in un colloquio con il quotidiano La Vanguardia stila un decalogo dei comportamenti che si possono tenere e quelli proibiti. E diciamo che sono molti di più i secondi. E per chi lavora in prima linea negli ospedali, tutto il giorno a contatto con il virus? Come può rilassarsi nell’intimità? La risposta del dottor Cabello è diretta: «Raccontatevi fantasie erotiche, datevi al sesso online oppure all’autoerotismo, se siete vicini mantenete però la distanza».

Anche se indica che le coppie che non sono state confinate possono fare sesso, raccomanda di prendere precauzioni. Sottolinea che uno dei due può essere infetto e non presentare sintomi, quindi, evitare il contatto bocca a bocca.

Cabello ricorda che mentre i germi non sono stati generalmente trovati nella lubrificazione genitale, due recenti studi hanno trovato il virus nei testicoli di un uomo e nel fluido vaginale di una donna, quest’ultimo pubblicato il 16 aprile sulla rivista Clinical Infectious. malattie .

Per quanto riguarda le coppie in quarantena senza presentare sintomi – e senza uscire di casa – Cabello afferma che “il sesso è totalmente sicuro”. Aggiunge, tuttavia, che è necessario mantenere un’igiene più elevata del normale “e anche di più durante questo periodo”.

Nel caso in cui non ci siano sintomi ma siano stati esposti e ci possano essere dubbi di contagio, l’esperto raccomanda di seguire le stesse precauzioni per quelle coppie che non sono state messe in quarantena insieme.

“Ciò che è assolutamente a rischio è entrare in contatto con una nuova persona”, avverte. Dice che i giovani tendono ad essere più inconsci, il che può essere pericoloso.

E aggiunge che “se incontri qualcuno di nuovo, l’ideale sarebbe avere un test che risulta positivo agli anticorpi per sapere che il virus è passato o che non ha avuto alcun sintomo e che a quel tempo ha un test negativo”, dice. .

Sottolinea che non vi è alcuna garanzia che “anche così” non vi siano rischi, perché ci sono falsi positivi.

“La drammatica realtà dal punto di vista sessuale è che il Covid-19 è nella saliva, quindi nelle nuove relazioni, è meglio passare quindici giorni senza fare sesso, attendere che non compaiano sintomi e quindi evitare pratiche sessuali rischiose “, conclude.

Barbara D’Urso, imbarazzo a Pomeriggio 5. L’ospite: «Se dico quello che penso di te mi arrestano». Lei reagisce così

Barbara D’Urso, imbarazzo in diretta. L’ospite in collegamento: «Se dico quello che penso di te mi arrestano». Lei reagisce così. Oggi, durante la puntata di Pomeriggio 5, la conduttrice si è collegata con l’ospedale di Pisa per parlare di un’iniziativa in favore dei malati di Covid-19: dei robottini che permettono ai degenti di videochiamare i propri familiari.

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In collegamento, il signor Gianfranco, che non è un degente del reparto covid, ma si è prestato alla prova della videochiamata. Barbara D’Urso si confonde e dice di essere in collegamento con l’ospedale di Genova e a quel punto inizia lo “show” del signor Gianfranco.

«Ne fai di paperelle», dice Gianfranco con un simpatico accento toscano. Barbara D’Urso risponde ironica: «Per fortuna che faccio paperelle, sennò sai che noia». L’inviata aggiunge: «Prima della diretta ha fatto dei complimenti rivolti a te Barbara, però non si possono dire…». Ma la conduttrice, tra le risate, insiste per sapere i complimenti e Gianfranco conclude ironico: «Non si possono dire, se dico quello che penso mi arrestano…». Risate in studio.

Rita Ora si spoglia e si immerge nella vernice dorata per il lancio del suo nuovo singolo

Nuda mentre si muove sensuale in una mare liquido di vernice dorata. Si apre così la mini clip che Rita Ora ha condiviso sui social per accompagnare il suo nuovo singolo “How To Be Lonely”. La cantante, 29 anni, aveva postato pochi giorni fa anche una serie di foto ricordo in bikini mentre nuotava in piscina scrivendo rammaricata: “Giorni più felici” e invitando a mantenere la distanza di sicurezza.

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Nel teaser del video Rita è prima immersa nella vernice poi la telecamera inquadra una sorta di navicella spaziale dal cui portello sembra escano degli esseri alieni.
Al momento non è chiaro quale storia racconterà il nuovo video della Ora, tuttavia si presume possa ispirarsi proprio a temi fantascientifici.

Pochi giorni fa la cantante aveva pubblicato alcuni scatti flashback mentre si tuffava, in bikini, in una piscina ricordando… “giorni più felici”, ovvero prima che la pandemia COVID-19 prendesse veramente piede.

La madre della Ora intanto, Vera, che è una psichiatra, ha annunciato sui social che tornerà in prima linea nel sistema sanitario nazionale per rendersi utile durante l’attuale crisi sanitaria.

Coronavirus, Michelle Hunziker rassicura i fan dopo l’intervista da Chiambretti: «Sono fuori pericolo»

Michelle Hunziker ha voluto fare sapere ai suoi fan di essere fuori pericolo dal coronavirus dopo l’intervista da Chiambretti. Il conduttore è infatti risultato positivo al Covid-19, insieme a sua mamma che purtroppo non ce l’ha fatta. Dopo la notizia è scattata l’allerta per gli ospiti predenti durante l’ultima puntata de La Repubblica Delle Donne, tra cui Michelle.

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Michelle ha fatto sapere di non essere in pericolo rispondendo a una sua fan su Instagram. In un momento di nostalgia la conduttrice ha postato una foto della mamma dicendo che in questo momento le manca molto non poter averla vicina: «Non vedo la mia mamma da almeno 20 giorni. Si è giustamente tappata in casa come tutti ed è a rischio a causa della sua età. Abbiamo evitato qualsiasi possibilità di contagio per lei. Mi manca tanto», ha scritto la Hunziker.

Tra i commenti alla foto c’è chi ha però osservato: «Michelle ma anche tu eri in quarantena obbligatoria? Intendo dopo essere andata da Chiambretti», Immediata la risposta di Michelle che ha rassicurato subito i suoi followers: «Ciao, no grazie a Dio sono fuori pericolo. Penso tanto a Piero…gli voglio molto bene».