Maria De Filippi, Cristiano Malgioglio e Paolo Bonolis a Pasqua e pasquetta radioconduttori per un giorno su Rtl 102.5

Una programmazione speciale con tre personaggi televisivi ‘prestati’ alla radio per un giorno. Per le giornate di Pasqua e Pasquetta, infatti, su Rtl 102.5 ci saranno tre radioconduttori d’eccezione: Maria De Filippi, Cristiano Malgioglio e Paolo Bonolis.

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Rtl 102.5 (in radiovisione sui canali tv 36 del Dt e 736 di Sky) regala ai suoi ascoltatori e telespettatori un dialogo diretto con i milioni di italiani che saranno costretti, soli o in famiglia, a passare in modo inconsueto le festività. La domenica di Pasqua dopo la diretta da Piazza San Pietro con l’Angelus di Papa Francesco, la prima radio italiana alle 13.30 cederà il microfono, all’interno del programma ‘Miseria e Nobiltà’, a Maria De Filippi che, collegata da casa, dialogherà con gli ascoltatori facendosi raccontare il pranzo pasquale, le tradizioni familiari e le speranze che in questo momento attraversano ognuno di noi.

Alle 16 toccherà a Cristiano Malgioglio, all’interno del contenitore ‘Mai visto alla radio’, intrattenere il pubblico con i suoi racconti e le sue provocazioni, dispensando consigli divertenti su come resistere con coraggio e sorrisi a questo momento di lotta contro il Covid19.

Il Lunedì di Pasquetta a partire dalle 12 sarà Paolo Bonolis a intrattenere gli ascoltatori, all’interno del programma ‘W l’Italia’. «L’affetto e la costanza con cui i radioascoltatori stanno premiando il nostro lavoro – dichiara il presidente di Rtl 102.5, Lorenzo Suraci – ci impongono di offrire al nostro pubblico una programmazione straordinaria per il giorno di Pasqua. Ringrazio Maria De Filippi e Cristiano Malgioglio per la generosa disponibilità».

Nora Amile di La Pupa e il Secchione, racconto choc: «Volevo suicidarmi»

“Tra le pupe avevo il ruolo della svampita, ma in realtà non sono così”, parlare Nora Amile, showgirl diventata popolare con la sua partecipazione al reality “La Pupa e il secchione”, nella prima edizione condotta da Enrico Papi e Federica Panicucci.

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Il suo personaggio era molto lontano da lei: “Ho un diploma da attrice e ho studiato con il metodo Stanislavskij – ha fatto sapere a “Novella2000” – Parlo quattro lingue: italiano, inglese, spagnolo e arabo. E sono una donna abbastanza colta”
Col passare del tempo però, prigioniera del personaggio, ha avuto un crollo emotivo che nel 2011 ha messo a rischio la sua vita: “Ho avuto una crisi d’identità e volevo suicidarmi (…) Tutti mi associavano solo ed esclusivamente alla “pupa” e ho tentato il suicidio”.

Per fortuna il suo intento non è riuscito: “Quando sono venuti in soccorso mi hanno portato in una clinica psichiatrica, perché pensavano che avessi perso la testa totalmente e hanno iniziato a curarmi. Per fortuna, anche in quel caso ho reagito bene e ho dimostrato di non essere pazza, ma solo depressa”.
Ora a breve potrebbe tornare in tv: “Ci sono buone possibilità che mi rivediate in tv, ma al momento devo tenere la bocca cucita”.

Barbareschi parla degli abusi subiti a 7 anni: “Mia mamma? Disse che mi piaceva”

Luca Barbareschi si confessa al Maurizio Costanzo Show e racconta degli abusi subiti da bambino. L’attore è stato syuprato quando aveva solo 7 anni e ha raccontato le ferite che questo dramma gli ha lasciato indelebili. Racconta anche il rapporto con la madre, un rapporto complesso, e per alcuni aspetti difficile: «Io ringrazio mia madre che aveva un carattere terribile.

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Avevo 6 anni, una mattina è venuta e mi ha detto: ‘Divorzio’, io non capivo cosa volesse dire e lei ha aggiunto: ‘La Sacra Rota ha fatto tutto’. Io ho pensato a una ruota enorme che divideva in due tutta la famiglia. Poi mi ha detto che sarebbe andata a Roma con mia sorella. E io? E lei mi fa: ‘Eh caz**, non è che andiamo tutti a Roma adesso’. È andata via e non è più tornata».
Barbareschi però sottolinea di aver sempre amato la madre e di dover ringraziare lei per il grande amore che ha per la lettura: « Quando andò via mi regalò un romanzo. Quando parlava con me si annoiava, era una donna colta ma un po’ distratta. Pensava ad altro, non gliene fregava niente. Allora mi dava dei libri e mi diceva ‘Tieni, leggi’. Una volta per sbaglio mi diede una coltellata sul sopracciglio. Le dissi che sanguinavo e rispose: ‘Metti il nastro adesivo e leggi ‘Incompreso’ così la smetti di lamentarti’. Quando se ne andò di casa, invece, mi disse ‘Leggi ‘Cent’anni di solitudine’ ti piacerà». Poi racconta di come la donna prese la notizia sui suoi abusi. Dopo la pubblicazione del libro in cui ne parlava, ammette di essersi sentito orgoglioso, ma la risposta della donna fu: « ‘Cos’è sta storia che andavi con gli uomini quando eri piccolo?’ e io: ‘Veramente mamma avevo 7 anni, sono stato violentato’. Lei continuò: ‘Sì ma c’è scritto per tre anni e allora ti piaceva, non rompere i cogl*** via’».