GFVip, Alfonso Signori e la frase su Elisabetta Gregoraci. L’ira del web e del Codacons: «Cancellate il reality dal palinsesto»

Ad Alfonso Signorini potrebbe costare cara una frase detta all’indirizzo di Elisabetta Gregoraci durante il Grande Fratello Vip. Una “personalizzazione” di un vecchio proverbio che ha provocato prime le ire del popolo del web e poi quello del Codacons.

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GRANDE FRATELLO VIP, ALFONSO SIGNORINI E L’IRA DEL CODACONS
La frase incriminata di Alfonso Signorini pronunciata al Grande Fratello Vip è stata “Quando arrivi a casa, picchia Elisabetta Gregoraci. Tu non sai perché, ma lei sì”. L’inciampo del conduttore naturalmente non è passato inosservato al popolo del web, che ha rumorosamente protestato contro la pessima uscita. A ruota è arrivato il Codacons che chiede provvedimenti per quanto successo: “Ci aspettiamo provvedimenti verso il conduttore – ha fatto sapere il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – perché in un momento delicato come quello attuale in cui si combatte il fenomeno della violenza sulle donne, frasi come quella pronunciata ieri rischiano di vanificare tutti gli sforzi fatti finora”.

Il Grande Fratello Vip andrebbe “ripensato”: “Crediamo sia giunto il momento per un ripensamento da parte di Mediaset, che non può badare solo agli incassi pubblicitari ma deve elevare la qualità dei suoi contenuti, cancellando dal palinsesto programmi diseducativi e pericolosi come il Gf Vip”.

Fedez e il dito medio al Codacons che gli chiede 250mila euro, la replica: «Se prende l’Ambrogino ricorriamo al Tar»

Nuovo botta e risposta tra Fedez e il Codacons. Al rientro sui social, il cantante aveva mostrato nelle stories su Instagram la richiesta di un pagamento superiore a 250mila euro da parte dell’Associazione dei Consumatori e aveva risposto con un dito medio. La replica del Codacons non si è fatta attendere e in una lettera al sindaco di Milano, Beppe Sala, ha fatto sapere che se ai Ferragnez andrà il riconoscimento dell’Ambrogino d’oro ci sarà il ricorso al Tar.

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LA LETTERA AL COMUNE DI MILANO «Se l’Ambrogino d’oro sarà assegnato ai Ferragnez o ad altri soggetti che rappresentano modelli diseducativi per i giovani, il Codacons presenterà ricorso al Tar. E per la prima volta, il riconoscimento conferito dal Comune di Milano finirà dinanzi alla giustizia», scrive il Codacons commentando la candidatura di Fedez e Chiara Ferragni avanzata da alcuni consiglieri comunali.

«In nessun caso – spiega il Codacons – l’Ambrogino d’oro potrà essere assegnato a soggetti che si sono distinti per messaggi sbagliati e diseducativi diretti ai giovani. O che addirittura come nel caso dei Ferragnez sono stati coinvolti in provvedimenti dell’Antitrust per le raccolte fondi avviate con modalità ingannevoli. Ciò equivarrebbe infatti a premiare forme di illegalità riconosciute da una autorità indipendente, e rappresenterebbe un precedente pericolosissimo in Italia».

L’ATTACCO Poi il Codacons si sofferma sulla risposta di Fedez alla richiesta. «Senza contare – aggiunge l’associazione – le ultime bravate di Fedez che, solo poche ore fa, ha pubblicato una storia su Instagram dove, per l’ennesima volta, si abbandona ad insulti e gesti volgari contro il Codacons, al pari di un qualsiasi “teppista del Bronx”, incentivando così la pericolosa piaga dell’odio e della violenza su web e social network. Per tale motivo il Codacons ha scritto al sindaco Giuseppe Sala e a tutti i consiglieri comunali di Milano».

I 250MILA EURO Due giorni fa Fedez aveva mostrato nelle stories una lettera appena ricevuta in cui il Codacons lo invitava al pagamento di più di 250mila euro per non portarlo in tribunale. Puntando la videocamera verso la finestra aveva detto: «Avete visto? C’è un gabbiano». Una frase accompagnata dal dito medio, un gesto inequivocabile rivolto al Codacons che nasconde l’intenzione di non versare neanche un centesimo.

Fedez: «Dopo la raccolta fondi ho avuto 15 denunce dal codacons»

Nel giorno di uscita del suo nuovo singolo Bimbi per strada, musica di una hit anni Novanta, Children di Robert Miles, cui lui ha aggiunto le parole, Fedez è stato intervistato dal quotidiano La Repubblica e ha parlato tra le altre cose del coronavirus e della raccolta fondi promossa insieme a sua moglie Chiara Ferragni. Contro il Covid, i Ferragnez hanno raccolto soldi per un nuovo reparto di terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano.

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Un successo, a differenza di quello realizzato in Fiera, costruito in tempi biblici «al triplo o quadruplo dei costi di quello del San Raffaele». E ora Fedez crede che sia arrivato il momento per fare chiarezza: «Da cittadino io desidero che i soldi delle tasse che pago siano usati come si deve, non così. E sempre da cittadino, se posso, dopo aver visto Report vorrei delle risposte vere e serie da Fontana. È il momento di approfondire quel che è successo, di punire certe persone. Penso alla Pivetti: vorrei che non avesse più a che fare con la cosa pubblica».

EROI NAZIONALI Fedez e Chiara Ferragni, che recentemente hanno anche partecipato al corteo di Black Lives Matter, con la consegna a domicilio della spesa a chi non poteva permetterselo e l’iniziativa del San Raffaele da personaggi oggetto di critiche sui social per la loro ostentazione sono diventati nei dintorni eroi nazionali. «Ma non l’abbiamo fatto apposta – precisa il rapper – o meglio l’abbiamo fatto perché era giusto, punto e basta. Di quello che si scrive sui social – tiene a far sapere Fedez – non ci interessiamo affatto», mentre gli sta a cuore che l’idea di raccogliere soldi per costruire il reparto di terapia intensiva abbia coinvolto «192mila persone, persone comuni, cosa che ci ha reso felicissimi. E ancor più felici è che sia stato realizzato, sia entrato in funzione e abbia salvato un gran numero di vite».

LE 15 DENUNCE DEL CODACONS Fedez, sulle iniziative centrate in pieno in questo periodo, tiene a sottolineare che lui e Chiara Ferragni non hanno pensato al loro tornaconto di immagine ed anzi ricorda anche le reazioni meno positive alle idee mese in campo: «Io comunque ne esco con 15 denunce del Codacons, se non ho perso il conto. Loro hanno criticato la mia raccolta fondi e io ho risposto per le rime, facendo notare… aspetti, calibro le parole – dice – perché non voglio la denuncia numero 16 e non voglio che denuncino anche lei…. ecco, la poca trasparenza delle loro azioni. Il risultato, atti giudiziari per diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati e una richiesta di 393mila euro di danni, che avranno solo l’effetto di intasare i tribunali».

“NE SIAMO USCITI DIVERSI” Tirando le somme, quindi, e la di là di quello su cui occorre approfondire, molte cose per Fedez sono andate bene. «Per la prima volta ho percepito un senso collettivo di appartenenza all’Italia, la gente ha contribuito non solo con donazioni, ma anche con comportamenti civili e rispettosi. Ho visto tassisti portare gratis medici e infermieri per esempio. Non so dire se siamo stati più bravi di altri Paesi, di sicuro siamo stati bravi, e questo già mi conforta. Forse usciamo dal virus diversi».