Maradona, la camera ardente alla Casa Rosada. Oggi la sepoltura nel cimitero dove sono i genitori

Alle 6.18 locali (le 10.18 italiane) in punto di oggi sono state aperte le porte della camera ardente nella Casa Rosada presidenziale di Buenos Aires dove si trova il feretro che contiene il corpo di Diego Armando Maradona. Numerosi tifosi erano in fila dalla notte. Alla vigilia si parlava di un omaggio che doveva durare 48-72 ore, ma la famiglia ha disposto che l’ingresso delle persone avvenga solo per dieci ore, ossia fino alle 16 (le 20). La salma di Diego Armando Maradona sarà inumata oggi nel cimitero ‘Jardin de Bella Vista’, dove in passato sono stati sepolti sua madre e suo padre (Dona Tota, morta nel 2011 e don Diego, deceduto nel 2015). Creato negli anni ’80, si tratta di un cimitero privato immerso nel verde, a 35 chilometri da Buenos Aires.

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L’avvocato accusa: “Lasciato senza cure per 12 ore”
Diego Armando Maradona è stato “lasciato solo per 12 ore” dai sanitari che si sarebbero dovuti occupare di lui. E’ l’accusa lanciata dall’avvocato e cognato del campione argentino Matias Morla che posta un duro comunicato su Twitter chiedendo un’indagine approfondita sulla vicenda. “L’ambulanza è arrivata in ritardo di mezz’ora, un’idiozia criminale”, attacca ancora il legale che conclude. “Diego è stato un buon figlio, il miglior giocatore del mondo e una persona onesta”.

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Dopo una lunga attesa all’esterno dell’edificio sulla Plaza de Mayo i visitatori debbono superare i controlli di sicurezza per poter entrare nell’edificio e poi sfilare a qualche metro di distanza dalla bara. La gente può sostare qualche secondo, lanciare fiori, bandiere e magliette, materiale che viene subito raccolto dagli addetti alla sicurezza. La bara, di legno chiaro, è chiusa, coperta da una bandiera argentina, da una maglietta della nazionale con il numero 10 e da un’altra del Boca Juniors. Le tv argentine mostrano la lunga fila delle persone in attesa che alle 7 locali del mattino è di centinaia di metri, prolungandosi fino all’Avenida 9 de Julio.

Subito dopo l’apertura dei cancelli per accedere alla camera ardente dove si trova il feretro di Diego Armando Maradona ci sono stati dei lievi incidenti tra la polizia ed un gruppo di persone che ha tentato di abbattere le barriere di contenimento. Lo riporta l’edizione online del ‘Clarin’, mentre ‘Marca.com’ riferisce di scontri tra fan e forze di sicurezza, che avrebbero usato i lacrimogeni.

Nelle ore precedenti all’apertura della camera ardente al pubblico, nella sala dove si trovano i resti di Diego Maradona sono entrati i famigliari (la ex moglie Claudia Villafañe e le figlie Dalma e Giannina) e numerosi calciatori ed amici storici del ‘pibe de oro’ (Carlos Tevez, Martin Palermo, i membri della nazionale argentina vittoriosa a Messico 1986, e Guillermo Coppola). Nella notte è stata nella sala dove dieci anni fa fu reso l’estremo omaggio all’ex presidente Nestor Kirchner anche l’ultima fidanzata di Maradona, Vernica Ojeda, con il figlio Dieguito Fernando. Secondo il quotidiano Clarin il corpo di Maradona non sarà visibile, per cui la bara sarà chiusa. La famiglia di Maradona non ha fatto richieste particolari per le modalità della cerimonia, si è infine appreso, indicando solo l’utilizzazione di una bandiera argentina vicino o sopra il feretro.

Wanda Nara a processo, ha diffuso sui social il cellulare dell’ex Maxi Lopez

Una bella gatta da pelare per Wanda Nara. La moglie e manager dell’interista Mauro Icardi è finita a processo dopo che la bella e prorompente argentina ha postato sui social la mail e il cellulare dell’ex marito Maxi Lopez, ai tempi in cui il matrimonio finì in modo tormentato. Il calciatore dell’Udinese l’accusa di avergli procurato un danno visto che erano in corso le delicate trattative di calciomercato.

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Secondo l’accusa la Nara avrebbe postato su Twitter e Facebook i dati personali di Lopez per “recare un danno” al suo ex marito. Per questo la showgirl nata a Buenos Aires, difesa dal legale Marco Ventura, è finita a processo a Milano per trattamento illecito di dati privati a seguito della denuncia del giocatore, rappresentato dall’avvocato Aldo Cribari. Il dibattimento a carico di Wanda Nara, sposata con Icardi che era compagno di squadra di Lopez nella Sampdoria, è iniziato alla seconda sezione penale davanti al giudice Bulgarelli ed è stato rinviato al 22 novembre per l’esame in aula proprio di Maxi Lopez, parte civile.
Nell’imputazione formulata dal pm Galileo Proietto si accusa Wanda Nara di aver condiviso il 22 giugno del 2015 sui social i dati personali, tra cui anche l’indirizzo email, dell’ex marito, per “trarne profitto” procurando “nocumento” a Maxi Lopez anche perché erano in corso in quel periodo “le operazioni di calciomercato”. La condotta di Wanda, infatti, secondo il pm, avrebbe impedito “per via del susseguirsi di chiamate e email da parte di fans, un normale svolgimento delle trattative commerciali e calcistiche dell’atleta”.