Uomini e donne, Sophie Codogni e il blocco in amore: «Sono stata tradita, una mattina qualunque ho scoperto…»

Sophie Codegoni a “Uomini e donne” ha fatto sapere di sentirsi bloccata a livello sentimentale. Sophie Codegoni, tronista di “Uomini e donne” si è confessata apertamente in trasmissione, parlando anche con i corteggiatori e avvertendoli di non aver trovato nessuno che le regalasse emozioni.

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Sophie Codegoni sentiva il bisogno di sfogarsi: “Avevo un peso che sentivo la necessità di scrollarmi di dosso – ha fatto sapere in un’intervista al “Magazine di Uomini e donne – ed era già un po’ di tempo che pensavo di farlo. Avevo bisogno di svuotarmi e che tutti conoscessero le mie sensazioni. Non avrei voluto sbottare all’improvviso, ma non riuscivo più a stare zitta e mi sono presa un momento tutto mio”.

Il blocco sentimentale è dovuto a passate delusioni: “Ho sofferto tanto per amore: una mia storia è finita male, sono stata tradita all’improvviso e l’ho scoperto una mattina qualunque. È stata una doccia fredda e forse mi ha influenzata. Non sono una che crede al colpo di fulmine e, anche se mi capitasse, non mi lascerei subito andare perché mi spaventa la possibilità di potermi trovare davanti a un fuoco di paglia. Procedo con molta cautela quando si tratta di emozioni”.

Anche i rapporti d’amicizia non sono stati facili: “Sono anni che combatto contro i pregiudizi, sono sempre stata giudicata per il mio aspetto fisico: ero la biondina, stupida e viziata. Nessuno mi ha mai capita e sono stata male anche per questo. Ho due amiche e basta, perché il resto delle persone solitamente mi odia o non mi capisce, soffermandosi solo sull’apparenza”.

Sea Watch 3, Carola Rackete: «Dovevo entrare, temevo che i migranti si suicidassero». Le scuse alla Finanza

«Erano iniziati atti di autolesionismo tra i migranti. Temevo si arrivasse ai suicidi», «non è stato un atto di violenza. Solo di disobbedienza. Ma ho sbagliato la manovra». Lo dice, in un colloquio con il Corriere della Sera attraverso i suoi legali, la capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete.

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È ai domiciliari e non può rilasciare dichiarazioni, ma tramite gli avvocati ricostruisce i motivi che l’hanno indotta a forzare il blocco e la dinamica dell’urto alla motovedetta della Guardia di Finanza. «La situazione era disperata – fa sapere la trentunenne tedesca -. E il mio obiettivo era solo quello di portare a terra persone stremate e ridotte alla disperazione. Avevo paura», «da giorni facevamo i turni, anche di notte, per paura che qualcuno si potesse gettare in mare. E per loro, che non sanno nuotare, significa: suicidio. Temevo il peggio», ma «mai, mai, mai nessuno deve pensare che io abbia voluto speronare la motovedetta della Finanza», «ho compiuto un errore di valutazione nell’avvicinamento alla banchina».

«Non potevo continuare a rischiare che andassero avanti gli atti autolesionistici. Però ho tentato di avvertire», spiega, «ho chiamato più volte il porto, ma nessuno parlava inglese. Però ho comunicato che noi stavamo arrivando».