Amanda Knox torna in Italia, Raffaele Sollecito: «Si è comportata da bambina»

È un uomo adulto ormai, ma gli anni passati in carcere non potrà mai dimenticarli. Per questo Raffaele Sollecito si mostra stizzito quando gli viene chiesto di Amanda Knox. Il giovane che era stato processato per l’omicidio di Meredith Kercher – il noto delitto di Perugia – è stato intervistato da Video News in concomitanza con il ritorno dell’americana.

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A Pomeriggio 5 vengono mostrati stralci dell’intervista. Ancora una volta Sollecito ricorda che la relazione con Amanda Knox era una semplice frequentazione tra due persone che avevano vent’anni. «Una piacevole conoscenza che ha avuto il suo periodo», spiega Sollecito. E poi riguardo alla vicenda processuale sottolinea ferocemente: «Lei ha fatto un sacco di stupidaggini in questura. Si è comportata da bambina. L’errore ci sta per una ragazza di vent’anni, ma per gli addetti ai lavori no».

Amanda Knox è stata ospite del Festival di giustizia penale a Modena e ha ascoltato gli interventi di Peter Pringle, irlandese che ha trascorso 14 anni nel braccio della morte accusato di un omicidio dal quale poi è stato scagionato, e di Angelo Massaro, tarantino assolto – e scarcerato – dopo una condanna per omicidio. Dal palco del Forum Monzani, Pringle e Massaro hanno portato le loro testimonianze. Amanda Knox, seduta in platea accanto al fidanzato Christopher Robinson, ha chiesto un fazzoletto e si è asciugata lacrime, visibilmente commossa.

Eutanasia in Olanda a 17 anni. Noa, stuprata da bambina, era depressa

Da bambina era stata violentata, e quegli abusi le hanno portato sofferenza e depressione per tutta la vita, fino alla sua tragica fine: sta facendo discutere la storia di Noa Pothoven, una ragazzina di appena 17 anni che è morta in Olanda dopo aver chiesto e ottenuto di ricorrere ad eutanasia. Per Noa la vita era diventata talmente insopportabile da non poter più andare avanti: se n’è andata in un letto d’ospedale, distesa nel salotto di casa sua.

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Un epilogo del tutto legale in Olanda: nel Paese infatti, secondo la legge, chiunque dai 12 anni in su può ottenere l’eutanasia se la richiede, ma solo se un medico stabilisce che la sua sofferenza è troppo grande e non c’è prospettiva di guarigione. La depressione che colpiva questa ragazza era perciò stata riconosciuta dai medici come troppo grave per essere combattuta: sono oltre 6,500 le persone che hanno ottenuto il suicidio assistito in Olanda nel solo 2017, circa il 4,4% dei 150mila decessi registrati nel Paese, scrive il Daily Mail.

LEGALE IN OLANDA Una pratica molto discussa, ma legale anche in alcuni degli Stati Uniti, nonché in Belgio e in Canada: Noa Pothoven aveva anche scritto un’autobiografia, intitolata Winning or Learning («Vincere o imparare»), in cui parlava della sua guerra quotidiana contro depressione, anoressia e sindrome da stress post-traumatico, dovute a quegli abusi sessuali di cui era stata vittima in tenera età. Noa scrisse quel libro perché voleva aiutare altri giovani nella sua stessa situazione, e per denunciare l’assenza delle istituzioni in questo senso.

IL TRAGICO POST SUI SOCIAL Domenica scorsa in un post sul suo profilo Instagram, la 17enne ha spiegato la sua decisione: «Ci ho pensato molto se condividere o meno quanto sto per fare, ma ho deciso di farlo comunque – recita il post – Forse per alcuni potrà essere una sorpresa, ma ci penso da molto tempo e non è una scelta impulsiva». «Andrò dritta al punto: entro un massimo di 10 giorni io morirò. Dopo anni di battaglie, sono stanca: ho smesso di mangiare e bere, la mia sofferenza è insopportabile e ho deciso di lasciarmi andare». «Respiro, ma non vivo più», le sue tragiche parole.

IL PRECEDENTE IN ITALIA La storia di Noa ricorda quello, avvenuto in Sicilia, di Alessandra Giordano, una insegnante di Paternò che lo scorso 27 marzo ottenne l’eutanasia in Svizzera, nella clinica Dignitas, la stessa in cui era morto Dj Fabo. Alessandra, depressa e con problemi psicologici, non era una malata terminale, ma soffriva di una forte depressione: sulla sua morte la Procura di Catania aprì un’inchiesta ipoteizzando il reato di istigazione al suicidio.

Bianca Balti, le nozze si avvicinano: ecco il suo addio al nubilato in California

Ci siamo: Bianca Balti sta per convolare a nozze con Matthew McRae, con cui ha avuto una splendida bambina, Mia. La modella ha condiviso con i follower alcuni scatti dei festeggiamenti in California, dove si è trasferita per stare con il futuro marito. Con una maglietta con la scritta “Bride” (“Sposa”), un gonnellino, un piccolo velo bianco e ciabattine col pelo, Bianca sta dando l’addio al nubilato tra sorrisi, balli e tanto divertimento.

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La coppia si è formata nel 2014, e la loro unione si è rafforzata con l’arrivo della loro bambina ad aprile 2015, che si è aggiunta alla piccola Matilde nata dalla precedente unione di Bianca con il fotografo di moda Christian Lucidi. Che la 33enne lodigiana e Matthew avessero in mente di sposarsi era cosa nota: il 15 febbraio 2017, in occasione di San Valentino, l’italiana ha pubblicato su Instagram una foto mentre baciava teneramente il suo fidanzato, che già chiamava “marito”.
La didascalia dello scatto, infatti, recitava: “All’amore della mia vita, mio marito, il mio più grande supporter”. Già allora, dunque, Matthew era per lei più che un compagno. E le ultime foto dove festeggia insieme alle sue amiche (con tanto di limousine) confermano il sospetto: Bianca Balti non vede l’ora di salire all’altare con l’uomo della sua vita.

Samantha Cristoforetti mamma di una bambina: l’ha chiamata Amal

Samantha Cristoforetti è diventata mamma. L’astronauta trentina ha dato alla luce la sua primogenita a Colonia, alla fine di novembre, ma ha protetto il suo segreto fino a ieri, quando la notizia è trapelata. Lo rivela il quotidiano Alto Adige.

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La piccola, nata a Colonia dove c’è la sede dell’Agenzia spaziale europea, è stata chiamata Amal, nome arabo che significa speranza. Per l’ufficiale pilota Cristoforetti, nata a Milano il 26 aprile 1977, è iniziata una nuova missione. E c’è chi l’ha subito ribattezzata “Astromamma”.