Coronavirus, il condominio contro la dottoressa: «Fai attenzione quando rientri a casa». La rabbia dell’ospedale

Si fa presto a definire “eroi” o “angeli” i tanti medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale delle strutture ospedaliere che ogni giorno combattono in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus. L’importante, infatti, è che lo facciano restando ben lontani da noi. È l’amara realtà che emerge da quanto accaduto in provincia di Pisa, dove una dottoressa costretta a turni massacranti è finita nel mirino dei condomini: nei pressi del portone, infatti, è stato affisso un cartello che è stato condannato dai vertici dell’ospedale in cui la donna lavora.

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Come riporta Il Tirreno, la dottoressa lavora in un ospedale di Cisanello (Pisa) e, rincasando, ha trovato un messaggio diretto a lei: «Sappia che in questo condominio abitano una neonata di sei mesi e una signora ultraottantenne vedova. Perciò usi le massima precauzioni quando utilizza gli spazi comuni e deve toccare cancelli, scale, sottoscala e corrimano». La paura del contagio è comprensibile, ma un simile messaggio stride con una improvvisa riscoperta dell’importanza di alcune categorie di lavoratori che troppo spesso vengono bistrattati e che negli ultimi tempi invece si ritrovano incensati un po’ da tutti.

L’episodio ha scatenato la rabbia di Stefano Taddei, ordinario di Medicina e direttore della clinica medica 1 Universitaria, e di Marco Taddei, direttore di Medicina 4 dell’ospedale: «Questo è un atto vergognoso, che non può passare sotto silenzio. Quando i medici lasciano l’ospedale, tutto avviene in sicurezza e ogni ambiente viene igienizzato e sanificato».

Lavinia, che fece perdere la testa a Berlusconi, ora sposa un grillino

Ci sono la politica e il gossip sulla strada che porta all’altare davanti a cui pronunceranno entro l’estate il fatidico sì due giovani “vip”, il consigliere regionale Jacopo Berti, 33 anni, e Lavinia Palombini, 24 anni. Da ieri mattina sono esposte le pubblicazioni del matrimonio sull’albo pretorio del Comune di Padova.

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Lui, padovano, amante dello sci, che pratica e insegna sulle piste di Cortina, è capogruppo in Regione per il Movimento 5 Stelle. Lei, bellezza bionda, figlia di un imprenditore romano, milita tra i Giovani di Forza Italia. E proprio in virtù della sua militanza forzista, a Lavinia venne attribuita nel febbraio dello scorso anno una falsa love story con Silvio Berlusconi: il Cavaliere avrebbe perso la testa per lei telefonandole decine di volte al giorno, e la circostanza avrebbe scatenato litigi furiosi con la fidanzata Francesca Pascale. Questo il pettegolezzo. Che venne prontamente smentito, ma fu sufficiente a far convergere sulla ragazza una enorme attenzione mediatica.
Ora i promessi sposi appaiono lontani anni luce da queste voci e sono concentrati sulle nozze, che saranno celebrate a Cortina. Una scelta non casuale. Il capogruppo pentastellato è, infatti, maestro di sci e da sempre frequenta il capoluogo ampezzano dove trascorre lunghi periodi nella casa di famiglia. Sulla data esatta del matrimonio, il riserbo degli sposini è totale. Essendo state esposte le pubblicazioni a partire da ieri, i due hanno a disposizione sei mesi – quindi fino al 9 di novembre – per convolare a nozze, ma pare che lo scambio degli anelli avverrà in estate: il 29 luglio.