Grande Fratello Vip, Elisabetta Gregoraci lascia la casa: «Ho preso la decisione, vado»

Elisabetta Gregoraci pronta ad abbandonare il Grande Fratello Vip. La showgirl come molti altri compagni di avventura non ha preso bene la decisione della produzione comunicata ieri in diretta da Alfonso Signorini di prolungare la durata del reality e la permanenza a Cinecittà. Tommaso Zorzi ha scherzato parlando di arresti domiciliari e Gregoraci non vuole stare troppo lontana da suo figlio.

elia (2)

Gli inquilini della casa più spiata d’Italia sono stati invitati a proseguire il gioco fino a febbraio 2021, situazione che renderà l’edizione la più lunga di sempre. «La mia decisione ce l’ho già, basta così. Io quello che dovevo dare l’ho già dato quindi vado», ha commentato a caldo Elisabetta Gregoraci.

«Pensavo ad un allungamento ma prima di Natale. Poi non è detto che uno arrivi fino a febbraio. Io sono anche in nomination quindi può essere che non arrivo nemmeno a dicembre. Vi saluterò, per me è impensabile stare qui dentro e non passare il Natale con mio figlio e le persone che amo. Onestamente pensavo a una settimana in più o due, non mesi», ha aggiunto. Oltre a Elisabetta Gregoraci, anche Dayane e Enock vogliono andarsene, ma ancora non si sa quando.

Luigi Favoloso e il caso Nina Moric: «Fabrizio Corona tenga il figlio Carlos lontano da lei»

Anche Luigi Favoloso interviene nel litigio fra Nina Moric e Fabrizio Corona per il figlio Carlos. Luigi Favoloso è stato fidanzato di Nina Moric e sulla questione non ha usato mezzo termini, con un messaggio per Corona: “Tenga il figlio lontano da lei”.

5533464_1848_luigi_favoloso_2_

Luigi Favoloso, oggi fidanzato di Elena Morali, ha detto la sua sulla situazione, che in passato ha vissuto, dalle stories di Instagram: “Corona sa benissimo – ha scritto in un post – il motivo per cui ho portato la sua ex moglie e suo figlio a Zanzibar su una spiaggia per tre mesi, Corona sa benissimo cosa ho fatto la notte prima del ricovero di Carlos, lo scorso anno, ma stasera, visto che si è comportato da eroe, ci teneva ad essere il solo.

Luigi consiglia a Corona di stare più vicino al figlio: “Per il resto gli auguro di tenere suo figlio lontano dal male, lontano dal satanismo, lontano dai festini a base di alcol e droghe, lontano lontano e ancora lontano. Carlos è un’anima pura che può ancora trovare una vita serena, ma deve tenerlo vicino a sé, vicino appiccicato, c’è molta più normalità in un uomo agli arresti domiciliari che in una donna libera, ma questo è un altro discorso”.

Siracusa, madre vendeva i suoi tre figli per 20 euro: «Piccoli messi in fila per essere abusati»

La mamma offriva i tre figli piccoli in cambio di pochi euro. «I bimbi erano messi in fila per essere abusati». È quanto emerge al processo che si sta celebrando a Siracusa sulle violenze sessuali di tre bimbi di 3, 4 e 7 che venivano offerti dalla madre a tre uomini, tra cui un carabiniere. Imputati la madre dei bambini – un maschietto e due femminucce – un carabiniere di 41 anni, e il padre della donna con cui il figlio maggiore dell’imputata conviveva.

5384238_1357_violenzabambini

Tra i testimoni, gli educatori e i genitori affidatari dei bambini che si sono presi cura dei piccoli dopo che sono stati sottratti alla madre e collocati presso una struttura di accoglienza. I fatti risalgono al 2014, quattro anni prima che i carabinieri del Nucleo investigativo effettuassero gli arresti dei tre indagati, avvenuti nel 2018. La madre dei bambini in situazione di grave disagio economico vendeva i figli in cambio di piccole somme, fino a 20 euro.

Gli abusi avvenivano in “cantina”, come hanno raccontato le vittime. Venivano footografati da un anziani che è morto. Secondo i magistrati della Procura distrettuale di Catania, le violenze hanno avuto inizio nel 2014. . La prossima udienza è in programma per la metà di settembre.

Fabrizio Corona, niente carcere. Festa sui social: «Vamos Guerrero! E andiamo c…»

Fabrizio Corona non torna in carcere e festeggia sul social. L’ex re dei paparazzi, attualmente agli arresti domiciliari, rischiava di tornare di nuovo in cella ma la Cassazione ha annullato, con un rinvio ad una nuova valutazione dei giudici della Sorveglianza, il provvedimento che lo condannava a 9 mesi di prigione che aveva già scontato, tra febbraio e novembre 2018, in affidamento terapeutico.5277738_1600_fabrizio_corona

Grande felicità per Corona, che dal suo profilo Instagram ha voluto condividere con i follower la notizia, postando una foto che lo vede festante, seguito dalla didascalia: “HASTA LA VICTORIA SIEMPRE.VAMOS GUERRERO.E ANDIAMO CAZZ*”.

E sulla sua pagina social, molto seguita, sono piovuti i like e i complimenti per la bella notizia. Nelle stories poi Corona ha voluto informare i suoi fan, mostrando le carte del processo, una serie di scatti della sua vicenda in tribunale e un video in cui ringrazia per il sostegno ricevuto.

Cataldo Franco, ai domiciliari il carcerierie di Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido a 13 anni. Scarcerato per rischio Covid-19

Cataldo Franco ha ottenuto il trasferimento agli arresti domiciliari per il rischio di contrarre il Covid-19. L’uomo, stava scontando una condanna all’ergastolo. Per circa due mesi fu il carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, che venne rapito il 23 novembre 1993 – quando non aveva ancora compiuto 13 anni – per intimidire il padre del bambino che aveva deciso di collaborare con la giustizia. Fu tenuto sotto sequestro per 779 giorni, ucciso e sciolto nell’acido per indurre il padre a ritrattare per volontà di Giovanni Brusca.

Cataldo Franco, anziano (ha 85 anni) e malato, è tornato nella sua casa di Geraci Siculo, a Palermo, trasferito ai domiciliari per il pericolo di poter contrarre il coronavirus. È uscito dal carcere di Opera lo scorso 28 aprile. C’è anche il suo nome nell’elenco dei 370 detenuti finiti agli arresti domiciliari per “motivi di salute”.

Tenne segregato il piccolo Giuseppe Di Matteo dalla fine dell’estate all’inizio di ottobre del 1994. Il bambino fu successivamente trasferito per la richiesta di Cataldo Franco di liberare il capannone dove era rinchiuso perché l’inizio della stagione della raccolta delle olive. Fu poi arrestato e condannato all’ergastolo.