Siracusa, madre vendeva i suoi tre figli per 20 euro: «Piccoli messi in fila per essere abusati»

La mamma offriva i tre figli piccoli in cambio di pochi euro. «I bimbi erano messi in fila per essere abusati». È quanto emerge al processo che si sta celebrando a Siracusa sulle violenze sessuali di tre bimbi di 3, 4 e 7 che venivano offerti dalla madre a tre uomini, tra cui un carabiniere. Imputati la madre dei bambini – un maschietto e due femminucce – un carabiniere di 41 anni, e il padre della donna con cui il figlio maggiore dell’imputata conviveva.

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Tra i testimoni, gli educatori e i genitori affidatari dei bambini che si sono presi cura dei piccoli dopo che sono stati sottratti alla madre e collocati presso una struttura di accoglienza. I fatti risalgono al 2014, quattro anni prima che i carabinieri del Nucleo investigativo effettuassero gli arresti dei tre indagati, avvenuti nel 2018. La madre dei bambini in situazione di grave disagio economico vendeva i figli in cambio di piccole somme, fino a 20 euro.

Gli abusi avvenivano in “cantina”, come hanno raccontato le vittime. Venivano footografati da un anziani che è morto. Secondo i magistrati della Procura distrettuale di Catania, le violenze hanno avuto inizio nel 2014. . La prossima udienza è in programma per la metà di settembre.

Fabrizio Corona, niente carcere. Festa sui social: «Vamos Guerrero! E andiamo c…»

Fabrizio Corona non torna in carcere e festeggia sul social. L’ex re dei paparazzi, attualmente agli arresti domiciliari, rischiava di tornare di nuovo in cella ma la Cassazione ha annullato, con un rinvio ad una nuova valutazione dei giudici della Sorveglianza, il provvedimento che lo condannava a 9 mesi di prigione che aveva già scontato, tra febbraio e novembre 2018, in affidamento terapeutico.5277738_1600_fabrizio_corona

Grande felicità per Corona, che dal suo profilo Instagram ha voluto condividere con i follower la notizia, postando una foto che lo vede festante, seguito dalla didascalia: “HASTA LA VICTORIA SIEMPRE.VAMOS GUERRERO.E ANDIAMO CAZZ*”.

E sulla sua pagina social, molto seguita, sono piovuti i like e i complimenti per la bella notizia. Nelle stories poi Corona ha voluto informare i suoi fan, mostrando le carte del processo, una serie di scatti della sua vicenda in tribunale e un video in cui ringrazia per il sostegno ricevuto.

Cataldo Franco, ai domiciliari il carcerierie di Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido a 13 anni. Scarcerato per rischio Covid-19

Cataldo Franco ha ottenuto il trasferimento agli arresti domiciliari per il rischio di contrarre il Covid-19. L’uomo, stava scontando una condanna all’ergastolo. Per circa due mesi fu il carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, che venne rapito il 23 novembre 1993 – quando non aveva ancora compiuto 13 anni – per intimidire il padre del bambino che aveva deciso di collaborare con la giustizia. Fu tenuto sotto sequestro per 779 giorni, ucciso e sciolto nell’acido per indurre il padre a ritrattare per volontà di Giovanni Brusca.

Cataldo Franco, anziano (ha 85 anni) e malato, è tornato nella sua casa di Geraci Siculo, a Palermo, trasferito ai domiciliari per il pericolo di poter contrarre il coronavirus. È uscito dal carcere di Opera lo scorso 28 aprile. C’è anche il suo nome nell’elenco dei 370 detenuti finiti agli arresti domiciliari per “motivi di salute”.

Tenne segregato il piccolo Giuseppe Di Matteo dalla fine dell’estate all’inizio di ottobre del 1994. Il bambino fu successivamente trasferito per la richiesta di Cataldo Franco di liberare il capannone dove era rinchiuso perché l’inizio della stagione della raccolta delle olive. Fu poi arrestato e condannato all’ergastolo.