Gattuso, morta la sorella Francesca: aveva 37 anni. Era ricoverata da febbraio

Grave lutto per Rino Gattuso, campione del mondo con la Nazionale nel 2006 e attuale allenatore del Napoli: è morta la sorella Francesca, 37 anni, che era ricoverata da inizio febbraio in ospedale a Varese dopo che aveva avuto un malore. Quattro mesi dopo quel malore, avvenuto mentre Gattuso era impegnato in trasferta contro la Samp (lo scorso 3 febbraio) la donna non ce l’ha fatta.

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Quella sera Gattuso, appresa la notizia, da Genova era partito subito verso Varese, saltando la conferenza stampa post partita che fu tenuta invece dal suo vice Gigi Riccio: Francesca era stata immediatamente operata e ricoverata in terapia intensiva. La sorella di Gattuso, ex bandiera del Milan di cui è stato anche allenatore nella scorsa stagione, viveva da anni a Gallarate, dove risiede anche la famiglia di Rino, che ha appreso la notizia mentre si trovava a Castel Volturno, al centro sportivo del Napoli.

IL CORDOGLIO DEL MILAN Francesca aveva lavorato per 14 anni nel Milan: il club rossonero le ha dedicato una nota ufficiale, di sostegno alla famiglia Gattuso, che «è e sarà sempre nel cuore del Milan. Il sorriso e la comunicativa di Francesca Gattuso, sorella del nostro campione e nostro ex allenatore Rino, lasceranno una traccia indelebile a Milanello e nei nostri cuori – si legge nel comunicato – Non passava giorno senza che il Centro sportivo rossonero non si informasse sulle sue condizioni di salute».

«Francesca ha lavorato per 14 anni nel Milan, con il Milan e per il Milan. Rino le aveva trasmesso la passione per Milanello, e lei stessa ha sempre tenuti ben stretti a sé i valori rossoneri. Per tutto il Club la sua scomparsa è un dolore immenso, ma nella nostra memoria conserveremo tantissimo del cuore e del sorriso di Francesca. Al nostro caro Rino e a tutta la famiglia Gattuso le condoglianze più commosse, fraterne e sentite»

Fabrizio Corona, altro che virus: il personal trainer a casa sua ad allenarlo. E lui mette in vendita mascherine “estetiche”

Fabrizio Corona non sembra temere il coronavirus. Tantomeno il suo personal trainer che, a quanto pare, non sembra abbia rispettato il decreto che invita tutti gli italiani a restare a casa se non per comprovati motivi di necessità. Secondo quanto riporta Tpi, e testimoniato dalle immagini pubblicate nelle stories di Instagram di entrambi, il suo allenatore personale, Nathan Martelloni, sarebbe andato a casa sua per una seduta di allenamento.

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Nel filmato di vede il personal trainer nel giardino sulla moto accesa e con il casco in testa. Poi l’ingresso nella casa dell’ex paparazzo, agli arresti domiciliari e da pochi giorni nella nuova abitazione dopo il trasloco. Al suo ingresso Corona chiede: «Ma sei entrato in giardino con la moto?». E lui risponde: «È comodo».

Non è chiaro se Nathan Martelloni sia realmente entrato dall’esterno, ma almeno questo è quello che vogliono trasmettere ai loro fan. E da quel momento inizia l’allenamento a suon di pesi.
Ma le attività a casa Corona non si fermano all’attività fisica. Tra un esercizio e un altro si mostra anche in versione “smart working” per poi mostrare il nuovo prodotto della sua linea di abbigliamento. Una “mascherina estetica”, come da nome indicato nel sito e-commerce al prezzo di 12 euro. Non una mascherina utile ad evitare il contagio, ma solamente una mossa di marketing in un periodo di sofferenza per l’Italia che di mascherine avrebbe un reale bisogno per la salvaguardia di medici, infermieri e cittadini.

Totti lascia la Roma: il Capitano dà le dimissioni, lunedì dirà perché

Zitti tutti, parla Totti. E sarà per dire addio per la seconda volta. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, infatti, Francesco lascerà pure la scrivania virtuale di Trigoria.

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Troppi i dissapori con il resto della dirigenza, su tutti con l’acerrimo nemico Franco Baldini. Pochi i poteri effettivi nonostante la promessa di un ruolo da direttore tecnico che arriverebbe però dopo le già prese su allenatore e dirigente. Totti dirà basta, e spiegherà i motivi lunedì pomeriggio alle 14 presso il Salone d’onore del CONI allo stadio Olimpico. E non a Trigoria. Anche questo è un indizio.