Donne che supportano le donne, la challenge in bianco e nero che impazza sui social

Scatti di donne in bianco e nero stanno letteralmente invadendo Instagram. Sono donne che supportano le donne, e che manifestano il loro impegno accettando la nuova challenge social. Dive americane o star di casa nostra, in pose provocanti o più formali, ma tutte manifestano il loro appoggio alla causa femminista. Alessia Marcuzzi condivide un bellissimo primo piano, Jane Alexander indossa solo il reggiseno e copre in pube con le mani, Jennifer Garner sorride felice: ognuna a modo suo ma tutte unite con l’hashtag #womensupportingwomen.

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La “chiamata” arriva via social in privato, e chi decide di partecipare non deve fare altro che condividere il proprio scatto in bianco e nero. Lo scopo è quello di sostenersi a vicenda contro la violenza e contro il maschilismo. Tra i milioni di donne, anche non famose, che hanno accettato la sfida, ci sono anche molte star: sportive, attrici, cantanti, modelle, influencer…. Fedrica Pellegrini ha scelto un sofisticato scatto a figura intera, Caterina Balivo ride felice sugli scogli, Natalie Portman rivolge uno sguardo penetrante all’obiettivo, Liz Hurley prova con un nudo d’antan.

“Nessun giudizio, nessuna paura, nessun odio, solo amore, solidarietà, supporto, aiuto, amicizia e coraggio” ha scritto Laura Chiatti a corredo del suo post. “Noi donne dobbiamo prenderci cura delle altre donne”, è il messaggio di Samantha De Grenet. “Credo fermamente nelle donne che si aiutano, supportano, sostengono e si danno forza a vicenda” afferma la Alexander. E poi ci sono anche Levante, Kasia Smutniak e Khloe Kardashian: tutte pronte a dare il loro appoggio alle altre donne.

Il Principe Harry costretto a chiedere aiuto a Carlo: il gesto “in extremis” per salvare il figlio

Non è nuova la questione legata alla sicurezza di Harry, Meghan e del piccolo Archie: anche se ufficialmente i duchi del Sussex hanno divorziato dalla Royal Family rinunciando ai propri titoli reali, la stampa e i paparazzi non hanno intenzione di spegnere i riflettori su di loro.

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Ma la privacy della coppia non è in vendita e la fuga oltreoceano a Los Angeles non è servita da deterrente, né la villa blindatissima e lontana dai curiosi ha scoraggiato i media. Per lungo tempo si sono rincorse voci su chi dovesse pagare per garantire protezione a Harry e Meghan, non sono mancati “mal di pancia” londinesi e interni alla Royal Family, né proteste da parte dei canadesi quando ancora il secondogenito di Carlo e Diana si trovava là con la famiglia agli inizi della “Megxit”. Arriva in loro soccorso il Principe Carlo: pagherà di tasca sua la sicurezza, ecco la cifra assurda.

Ema Stokholma, il dramma segreto a Vieni da me: «Mi picchiava sempre. A volte volevo ucciderla». Caterina Balivo commossa

Su Leggo.it le ultime novità. Ema Stokholma, il dramma segreto a Vieni da me: «Mi picchiava sempre…». Caterina Balivo commossa. Oggi, la conduttrice radiofonica italo-francese, ospite nel salotto di Rai1, ha parlato del suo libro Per il mio bene, raccontando con coraggio un periodo molto duro della sua vita.

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Ecco il racconto doloroso di Ema Stokholma: «Mio padre sparisce quando mia madre mi aspettava e mio fratello aveva tre anni. Mia madre mi picchiava quando io avevo a 5-6 anni, diceva che andavo con gli uomini. Io credo che non stesse bene. Non c’è mai stato un aiuto psicologico, una diagnosi. A lei dava fastidio anche la mia fisicità, il mio respiro. Le dava fastidio il rumore che facevo quando mangiavo, la voce, il disegno che avevo fatto in quel momento. Quando lei picchiava mio fratello, io tiravo un sospiro di sollievo perché sapevo che per due o tre giorni mi avrebbe lasciata in pace. Ho odiato profondamente mia madre, a volte volevo ucciderla».

Il racconto dell’infanzia violenta commuove Caterina Balivo. Ema Stokholma conclude: «Io non voglio fare vittimismo, ho superato la cosa e vado in analisi, ma il libro l’ho scritto per dare un segnale. Dobbiamo aiutare i bambini e anche i genitori, mia madre poteva e doveva essere aiutata. Anche lei era stata vittima di violenze. Non l’ho perdonata, ma l’ho capita».

Giulia De Lellis si lava i capelli con il sapone per i piatti, poi chiede aiuto ai parrucchieri: «Ecco perché l’ho fatto»

Giulia De Lellis si lava i capelli con il sapone per i piatti, poi chiede consiglio ai parrucchieri. In alcune stories l’influencer, che ha ripreso il suo lavoro, ha fatto sapere ai suoi followers di aver ricorso a un rimedio particolare per la cura dei capelli dopo che durante uno shooting fotografico le era stata messa una quantità eccessiva di olio sui capelli che glieli aveva resi molto grassi.

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La De Lellis ha ammesso di essere tornata a casa disperata e di aver deciso di farsi uno shampoo con il sapone per i piatti. «Chiedo aiuto ai parrucchieri, visto che mi hanno messo litri di olio nei capelli stamattina, ho pensato di lavarli con questo per sgrassare la cute. Poi dopo ho fatto altri due shampoo e devo dire che il risultato è pazzesco, sono bellissimi. Però mi chiedevo, ho sbagliato o si può fare in situazioni come queste?». Se infatti non ha esitato a provare il nuovo rimedio si è anche chiesta se non avesse fatto qualcosa di male.

Giulia ammette di avere dei rimedi fai da te quando i suoi capelli sono troppo grassi: «Di solito metto qualche goccia di limone e si asciugano, ma in questo caso ho pensato che non era sufficiente. La risposta? Ancora non è arrivata. Ma molti hanno notato nelle stories la voce di Damante nel sottofondo con il quale ormai sembra essere ripresa a gonfie vele la storia d’amore.

Chiede aiuto al web per un intervento, ma non ottiene donazioni: «Mia moglie mi respinge per le mie dimensioni»

Le misure sono importanti. Almeno secondo l’uomo che ha chiesto aiuto al web per sottoporsi a un intervento di chirurgia con lo scopo di modificare le dimensioni del suo organo sessuale. Secondo quanto riporta il Mirror, cercherebbe di finanziare l’impresa perché stanco dei commenti poco lunsinghieri della moglie.Identificato come Joe del Queensland, ha raccontato la sua storia su GoFundMe.

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«Con il tuo aiuto posso non avere altri bambini e soddisfare mia moglie», ha scritto sulla pagina. L’uomo, infatti, vorrebbe un ingrandimento del pene ma anche una vasectomia per non avere più figli. Senza donazioni, tuttavia, il suo sogno è ancora lontano. «Io e mia moglie abbiamo avuto il nostro primo figlio più di un anno fa e, per quanto la nostra bambina sia piccola, vorrei che fosse l’ultima… Possiamo a malapena permetterci un figlio, quindi per favore aiutatemi a essere sterile e a ridurre la popolazione».

La vasectomia non è l’unico desiderio. «Questo è l’intervento chirurgico più costoso ma non il più importante». Racconta che la moglie lo respinge a causa del suo “micro pene” e quindi spera che una circoncisione e un ingrandimento dell’organo possa migliorare la sua vita sessuale. «Non potrò mai permettermi questo intervento da solo, con il tuo aiuto posso finalmente realizzare i miei sogni».

Joe sta attualmente chiedendo oltre tremila euro alla comunità del web e nonostante abbia lanciato la sua pagina di crowdfunding nove mesi fa, sta ancora aspettando la sua prima donazione.

Piange sangue a causa di una misteriosa malattia, il padre chiede aiuto ai medici di tutto il mondo

Una rarissima patologia lo fa sanguinare dalle orecchie, dagli occhi, dalla bocca, dalle gambe e anche dal cuoio capelluto fino a dieci volte al giorno. Akhilesh Raghuvanshi ha 13 anni e a causa di una rara disfunzione perde sangue senza avere segni o ferite evidenti.

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La sua condizione, come riporta anche il Mirror, gli causa forti dolori, pericolosi sanguinamenti, emicranie paralizzanti e un forte disagio psichico. Inizialmente i medici hanno pensato che il 13 soffrisse di emolacria, una condizione clinica che porta una persona a produrre lacrime parzialmente composte da sangue, ma in realtà non è stata mai riscontrata. Il padre di Akhilesh ha voluto raccontare e diffondere la sua storia perché qualcuno capisca cosa ha il figlio, visto che teme che la misteriosa condizione, a lungo andare, possa dimostrarsi essere mortale. «L’abbiamo fatto visitare dai migliori medici in India. Nessuno di loro sembra di capire che cos’è questa malattia e come può essere curata» ha raccontato suo padre. «Temo per la vita di mio figlio. Mi appello ai medici di tutto il mondo, vi prego di intervenire e a salvare mio figlio».