Grande Fratello Vip 2020, Antonio Zequila e le accuse di Simona Tagli: «Avevi detto di avere una storia con Sharon Stone e di voler vivere con lei»

Antonio Zequila attaccato dalla sua ex Simona Tagli. L’ex protagonista del Grande Fratello Vip 2020, durante la sua permanenza al reality Mediaset, nonostante non abbia poi tenuto tanto nascosta la sua vita privata, non ha mai parlato della sua lunga relazione con la showgirl.

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La love story sarebbe durata sette anni e sulle pagine di “DiPiù” la Tagli ha sottolineato il suo dissenso per non essere stata neanche citata: “Durante la nostra relazione – ha scritto in una lettera alla rivista – io ero all’apice del successo e tu non eri nessuno: al Grande Fratello Vip non hai parlato di me per prenderti una rivincita”.
Alla base ci sarebbe la gelosia: “Sei sempre stato invidioso di me. E’ stato vergognoso. Hai raccontato di storie e storielline e non ti sei degnato di dire una sola parola sull’unica, grande storia d’amore della tua vita…”.

Antonio poi le avrebbe detto che la lasciava per vivere appieno la sua relazione con l’attrice hollywoodiana Sharon Stone: “Perchè non hai il coraggio di dire il motivo per cui mi hai lasciata? Mi avevi detto di avere una storia con Sharon Stone e di voler andare a vivere con lei… (…) E’ stato vergognoso…Hai raccontato di storie e storielline e non ti sei degnato di dire una sola parola sull’unica, grande storia d’amore della tua vita…”.

Non è la D’Urso, Nina Moric: «Luigi Favoloso ricatta Elena Morali con il revenge porn»

Non è la D’Urso, Nina Moric: «Luigi Favoloso ricatta Elena Morali con il revenge porn». Dopo l’ospitata di Favoloso la scorsa domenica, è il momento per Nina Moric di rispondere alle accuse del suo ex che ora è indagato dalla procura di Milano per maltrattamenti e stalkinkg.

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A Live non è la D’Urso, Nina Moric conferma la telefonata di quattro ore con l’attuale fidanzata di Luigi Mario Favoloso, Elena Morali, con un particolare: «La telefonata a Elena Morali è stata fatta, ma io sono stata chiamata dal suo ex fidanzato che poi me l’ha passata. Lei ha parlato per quattro ore dove mi ha parlato malissimo di Favoloso. La telefonata è registrata ed è stata depositata alla procura. Ad un certo punto la signora Morali si è messa piangere disperatamente perché aveva paura per la sua incolumità perché è sotto ricatto di Luigi Mario Favoloso e delle persone che gli stanno accanto. Elena per tutto il tempo ha detto ti amo al suo ex. Non so come la ricatta, forse revenge porn, Favoloso ha un filmato porno, così mi ha detto Elena, di loro due che fanno sesso». Poi prosegue: «Io da Luigi Mario ho ricevuto centomila telefonate registrate, io non l’ho mai chiamato, mai. Io sono andata in procura, ho portato delle prove e la magistratura ha aperto le indagini, non ho dato la notizia ai giornali».

Michelle Hunziker risponde alle accuse sul servizo con Giovanna Botteri: «Non è body shaming, è una fake news»

«Un polverone su una fake news». Così Michelle Hunziker dal suo profilo Instagram risponde alle polemiche di chi ha accusato Striscia la Notizia di aver fatto body shaming alla giornalista, inviata dalla Cina Giovanna Botteri. Michelle, da sempre schierata dalla parte delle donne, è stata accusata di aver appoggiato un servizio che è in realtà discriminatorio nei confronti di una donna.

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Da qualche settimana, purtroppo, la Botteri è finita nel vortice di polemiche a causa dei suoi abiti che in diretta sembrano essere sempre simili e per una messa in piega non perfetta nonostante la consapevolezza di andare in onda. La giornalista aveva risposto già in passato, affermando che lavorando in condizioni di crisi, legate al coronavirus, di fretta e in modo frenetico, l’aspetto fisico per lei passava in secondo piano rispetto all’informazione e alla professionalità con cui vuole fornirla ogni volta. Nel servizio del tg satirico di Antonio Ricci andato in onda il 28 aprile si sottolineava che “a ogni collegamento dalla Cina, la corrispondente sfoggiava il medesimo abito nero” ma ultimamente la giornalista aveva i “capelli splendenti”.

Sui social sono piovute critiche alla trasmissione e anche alla presentatrice per via del suo attivismo contro le discriminazioni sulle donne con la onlus Doppia Difesa. Michelle però ha risposto: «Noi abbiamo mandato in onda un servizio a favore di questa giornalista dicendo che tanti media e molti social l’hanno presa in giro per il suo look e invece noi prendiamo atto del fatto che si è fatta un’ottima e una bellissima messa in piega. Questo non è attaccare una persona ma è rimanere nei toni di Striscia come sempre, e soprattutto non è body shaming». Poi mostra il comunicato stampa.

Yari Carrisi e le minacce a Barbara D’Urso, il retroscena: «Ecco come ha reagito Al Bano»

Yari Carrisi e le minacce a Barbara D’Urso, il retroscena: «Ecco come ha reagito Al Bano». Continuano a far discutere le accuse choc del figlio di Al Bano e Romina Power nei confronti di Barbara D’Urso. La conduttrice di Pomeriggio 5 non ha mai replicato, ma adesso, secondo un’indiscrezione, sarebbe arrivata la reazione del cantante di Cellino San Marco.

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Come riporta il sito Gossip e tv, il direttore di Nuovo Roberto Alessi avrebbe rivelato: «Al Bano è mortificato». Nell’ultimo numero della settimanale, il direttore ha dedicato un editoriale proprio a Yari Carrisi, invitandolo a scusarsi con Barbara D’Urso. Molto legata, tra l’altro, alla sua famiglia.

Per il momento, Al Bano continua la sua quarantena a Cellino San Marco con Loredana Lecciso e i figli Bido e Jasmine.

Harvey Weinstein condannato per stupro e violenza sessuale e arrestato in aula

Harvey Weinstein è stato riconosciuto colpevole e condannato per stupro nei confronti di una donna e violenza sessuale ai danni di un’altra. L’ex produttore di Hollywood, al centro della campagna di accuse di violenze e molestie che ha dato via al movimento del #metoo, è stato però assolto dalle accuse di aggressione sessuale nei confronti di altre due donne, Miriam Haley e Jessica Mann.

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Erano in tutto cinque i capi di imputazione contestati a Weinstein. L’accusa di aggressione sessuale, per la quale era stato assolto, era quella che prevedeva la pena più lunga, dai 10 anni all’ergastolo. Mentre per le accuse di stupro e violenza sessuale per le quali è stato condannato rischia una condanna tra i cinque ed i 25 anni. Il processo di fronte alla New York State Supreme Court, che si era aperto all’inizio del mese, a due anni delle inchieste bomba di New York Times e New Yorker che hanno riportato le denunce di decine di donne che accusavano l’allora potentissimo produttore di Hollywood di abusi sessuali, stupro, molestie ed in genere di usare il suo potere nel mondo del cinema per approfittarsi delle giovani donne.

Sono state almeno 100 le donne che hanno accusato Weinstein, che ha 67 anni, ma le accuse che sono state presentate ai 12 giurati di New York erano basate sui casi di due donne, mentre i procuratori hanno portato la testimonianza di altre quattro donne per provare il comportamento predatorio di Weinstein. Subito dopo la lettura del verdetto di condanna, il giudice del tribunale newyorkese ha ordinato la detenzione di Harvey Weinstein senza possibilità di cauzione. L’avvocato Donna Rotunno ha così chiesto gli arresti domiciliari per il 67enne ex produttore cinematografico, citando «lettere dei medici» curanti ed il fatto «che non è stato condannato per le accuse più gravi». Ma il giudice non ha accolto la richiesta e Weinstein è stato ammanettato in aula.

Il giudice ha detto che trasferirà alle autorità carcerarie la richiesta di tenere il detenuto in infermeria fino alla sentenza, fissata per l’11 marzo scorso, in cui verrà annunciata la decisione del giudice sulla pena. In base alle accuse per le quali è stato ritenuto colpevole, Weinstein rischia fino a 25 anni di carcere. Anche oggi, come per le precedenti udienze, Weinstein è arrivato in aula camminando con un deambulatore. I suoi avvocati dicono che è necessario in conseguenza delle ferite riportate durante un incidente automobilistico avvenuto la scorsa estate. Intanto la sua portavoce ha già annunciato che uno dei legali «si sta già recando alla corte d’appello per presentare il ricorso».

Sesso in auto con un poliziotto, lei è la moglie di un famoso ex calciatore

La moglie di un noto ex giocatore di calcio sarebbe stata sorpresa mentre faceva sesso con un poliziotto. Gareth Blair della struttura park-and-ride di Edimburgo, in Scozia, la scorsa settimana è stato sorpreso mentre aveva dei rapporto con la moglie di un ex calciatore noto per aver giocato in diversi club scozzesi.

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Il poliziotto è finito sotto indagine. Pare che i due si siano incontati in una palestra e abbiano avuto in segreto dei rapporti. Diverse denunce hanno portato però Blair, Comandante della Divisione di Edimburgo, nei guai e ora l’agente è sotto inchiesta. «Stiamo indagando sulle accuse di potenziale criminalità nei confronti di un ufficiale e sarebbe inopportuno commentare ulteriormente», hanno fatto sapere dal comando, come riporta la stampa locale.

Pare che l’accusa sia di atti osceni in luogo pubblico. Il rapporto tra i due si sarebbe consumato prima in un parco e poi in automobile. Indagata anche la donna.

Niccolò Bettarini, un imputato ammette: «L’ho colpito con una coltellata»

4138192_1806_104174600È arrivata, dopo mesi di silenzi, la prima ammissione, anche se parziale rispetto alle accuse, nel processo abbreviato ai quattro aggressori di Niccolò Bettarini, il figlio della conduttrice tv Simona Ventura e dell’ex calciatore Stefano Bettarini, colpito con calci, pugni e coltellate lo scorso 1 luglio davanti all’Old Fashion, nota discoteca milanese. Uno degli imputati, il 29enne Davide Caddeo, con una memoria depositata dai suoi avvocati Robert Ranieli e Antonella Bisogno, ha detto infatti di aver colpito il 19enne almeno con una coltellata anche se, per il pm Elio Ramondini, ne avrebbe sferrate otto.

Da quanto si è saputo, Caddeo, che era stato anche sottoposto a sorveglianza speciale in passato perché trovato più volte in possesso di un coltello, ha confessato nero su bianco di aver ferito il ragazzo, parlando di almeno un fendente. Ha raccontato che era in corso una rissa quel mattino, che lui era ubriaco e Bettarini, a suo dire, un po’ strafottente e così ha perso la testa e l’ha colpito. Poi, ha spiegato ancora, si è preoccupato quando l’ha visto a terra insanguinato. Nella scorsa udienza, il pm ha chiesto 10 anni di carcere per tentato omicidio per Caddeo – cui vengono imputate tutte le otto coltellate che hanno ferito il giovane (rappresentato come parte civile dal legale Alessandra Calabrò) – per Alessandro Ferzoco (difeso da Mirko Perlino), Andi Arapi e Albano Jakej (col legale Daniele Barelli).

Secondo le accuse, infatti, i quattro si erano «certamente» prefigurati che quel pestaggio e quei fendenti in «parti vitali» con una lama da 20 centimetri «avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali», anche in considerazione della «loro superiorità numerica e della violenza della loro azione». La Procura ha anche contestato agli arrestati l’aggravante di aver «agito per motivi abietti (in quanto discriminatori) e futili» per quella minaccia («sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo») che lo stesso Niccolò sentì quel mattino, dopo la notte passata in discoteca. Stando alle indagini, il giovane riuscì a salvarsi solo grazie all’intervento di alcuni amici che si gettarono nella mischia, tra cui anche una ragazza. Ora, dopo il deposito della memoria, è possibile che nell’udienza fissata per domani Caddeo venga ascoltato in aula davanti al gup Guido Salvini e che possa fornire una ricostruzione più completa. Anche gli altri tre, alla luce della mossa difensiva dell’imputato principale, potrebbero decidere di dare la loro versione. Dalle indagini, soprattutto difensive, tra l’altro, era emersa anche l’ipotesi della presenza di un secondo coltello. Tesi che, però, a detta degli inquirenti, non ha mai trovato riscontri.