Biella, allatta il figlio alle Poste: cacciata. Madia: “Subito una direttiva”

Francesca Castelli è una giovane neo-mamma che vive a Biella e ieri ha vissuto quella che lei definisce una vera e propria umiliazione. La sua denuncia, tuttavia, potrebbe costituire una pietra miliare nella storia degli uffici pubblici d’Italia.

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Francesca, mamma di un bimbo di tre mesi, aveva deciso di allattare suo figlio in un ufficio postale della sua città. Dopo aver chiesto se ci fosse un posto isolato, per non infastidire i clienti, la donna ha visto la direttrice dell’ufficio postale, allertata da una dipendente, andare verso di lei e invitarla a lasciare l’edificio: «Qui non si può, disturba gli altri clienti. Questo è un ufficio pubblico, non un bar: può farlo solo col biberon. Vada via, abbiamo già tanti problemi nel dover costringere i padroni dei cani a mettere la museruola o gli anziani a non appoggiare bastoni al muro».
«Non capisco cosa c’entrino quegli esempi con il gesto naturale di sfamare i propri figli» – spiega Francesca – «Ovviamente in Italia non c’è nessuna legge che vieta di allattare negli uffici pubblici». Il suo caso, come riporta Repubblica, non è ovviamente isolato e dopo che la notizia è diventata di dominio pubblico anche il ministro Marianna Madia è intervenuto garantendo che presto arriverà una direttiva, valida per tutti gli uffici pubblici, che impedirà il ripetersi di eventi simili.

Biella, allatta il figlio alle Poste: cacciata. Madia: “Subito una direttiva”ultima modifica: 2017-01-28T20:00:05+01:00da acristina30
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