Totti, Ilary Blasi dura: “Spalletti un piccolo uomo che subisce uno come Francesco”

Come se non bastasse l’avvio di stagione stentato, una nuova tegola si abbatte sulla Roma e su Luciano Spalletti. Ilary Blasi, moglie di Francesco Totti, alla vigilia dei 40 anni del capitano giallorosso ha rilasciato velenose dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport.
Il bersaglio principale della Blasi è il tecnico di Certaldo: «Non discuto le scelte tecniche, ma quelle umane. Sotto quell’aspetto mi ha deluso molto, è un piccolo uomo che a parole dice cose condivisibili ma nei fatti non dimostra rispetto.

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La verità è che lui subisce uno come Francesco, e si è visto lo scorso anno quando in quell’intervista mio marito chiese il rispetto che merita. Spalletti doveva essere più delicato, non l’ha saputo guidare in un percorso umano. Questo è un aspetto che giudico e per questo mi sento di dargli un voto decisamente basso».
La carriera di Totti è al tramonto, e Ilary ne è consapevole: «Se non è quest’anno, è il prossimo… Sarà difficile cambiare vita e ritrovare la stessa adrenalina che è in grado di dargli il campo, ma almeno vivrà più tranquillo».
Anche su Pallotta i giudizi non sono propriamente lusinghieri: «Meglio tacere su certe cose… Però lui diceva che il corpo di Francesco non seguiva la sua mente, mentre credo che anche la mente debba ragionare prima di dare fiato alle parole. Con i Sensi c’era tutto un altro rapporto, Francesco era un figlioccio, perché la società era a conduzione familiare. Ora c’è una gestione più fredda e imprenditoriale».
Cosa succederà quando Francesco Totti lascerà la Roma? Ilary ha le idee chiarissime: «Sarà lui a decidere se lasciare anche il calcio giocato o fare un’esperienza negli Stati Uniti o in Arabia… Io sarò pronta a seguirlo, sarebbe comunque per poco tempo».

Il sexy allenamento di Lindsey Vonn in piscina, alto gradimento tra i fan

Lindsey Vonn si sta allenando in attesa dell’inizio della coppa del mondo di sci, e recupera la piena forma dopo il brutto infortunio con cui ha chiuso la scorsa stagione.
Un video postato dalla stessa Vonn sul suo profilo Instagram ha riscosso un grande successo, ma non per le gesta sportive della campionessa, ex fidanzata del golfista Tiger Woods, bensì per il contenuto piccante.

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La Vonn infatti si trova in piscina, indossando un bikini, e viene ripresa durante l’allenamento, mostrando un lato b che testimonia uno stato di forma in netta ripresa. Il video sta riscuotendo grande successo, con 370mila visualizzazioni e oltre 1000 commenti che, in stragrande maggioranza, contengono messaggi di apprezzamento e stupore per il prorompente fisico della sciatrice statunitense.

Flavia Pennetta e Fabio Fognini, passione in mare

Vacanza bollente per gli sposini Fabio Fognini e Flavia Pennetta, che si sono concessi a Formentera acrobazie in acqua. Fabio, che vedremo con la Pennetta il 21 e 22 settembre al forum di Assago all’evento “Djokovic&friends”, è reduce da New York, dove si è fermato al secondo turno degli Us Open, ma si è rifatto nelle acque delle Baleari con Flavia.Pennetta e Fognini si sono sposati nella Basilica Minore di Ostuni a giugno.

C_2_fotogallery_3004946_1_image Tra gli invitati il capitano delle nazionali azzurre Corrado Barazzutti, Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli, il calciatore Domenico Criscito, i colleghi Simone Bolelli e le ragazze della Fed Cup, Roberta Vinci, Francesca Schiavone e Sara Errani. Flavia si è ritirata dalle competizioni, invece Fabio è stato impegnato fino a pochi giorni fa. Ora qualche giorno di relax e vacanze di coppia.

Lieto fine per il golfista a Rio: “Ora si gioca”: la foto fa il giro del web

Gli atleti di Rio sono soggetti a stress e tensione prima di ogni gara, ma alcune vicende alle Olimpiadi sono più singolari di altre. Emiliano Grillo ha riabbracciato i suoi preziosi bastoni e potrà regolarmente partecipare al torneo olimpico di golf. L’atleta argentino aveva smarrito i suoi attrezzi nel lungo viaggio verso la città carioca.

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Dopo averli ritrovati, ha pubblicato su Twitter la foto che fa calare il sipario sulla tormentata vicenda. Un abbraccio commosso alla sua sacca e la solenne promessa: “Non vi lascerò più andare… fino al prossimo volo”. Grillo ha tirato un sospiro di sollievo dopo giornate ad alta tensione. Senza i suoi bastoni, l’argentino rischiava di dover disertare l’appuntamento a cinque cerchi. Il povero giocatore aveva cercato invano i suoi attrezzi a New York, Miami, San Paolo e Buenos Aires. Niente. “Se fossero Poke-bastoni, tutti li starebbero cercando”, aveva twittato riferendosi alla celeberrima app che ipnotizza milioni di cacciatori di Pokemon. La American Airlines gli aveva garantito la massima collaborazione e luiaveva ringraziato con qualche perplessità (“Thanks????”). Ai suoi follower, su Twitter, ha chiesto aiuto con un sondaggio tra ironia e disperazione. “Dove pensate che siano i miei bastoni?”.

Said, che sfortuna a Rio! Prima il terribile infortunio, poi la barella cade

Oltre al dramma, la beffa. Prima l’infortunio terribile e poi, come se non bastasse, l’incidente in barella. Il ginnasta francese Samir Ait Said si è già aggiudicato l’Oscar della sfortuna alle Olimpiadi di Rio.

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Durante le qualificazioni del volteggio, il transalpino ha riportato un terribile infortunio, con la frattura della tibia della gamba sinistra. L’atleta è stato soccorso in pedana e spostato su una barella. Il trasporto verso l’ambulanza, però, non è filato liscio.

Darya Klishina, la sexy atleta russa ammessa alle Olimpiadi di Rio 2016: “È una traditrice”

Abituata nella sua vita a saltare sempre, Darya Klishina dovrà adesso spiccare un volo di diverso tipo dalla solita pedana per scrollarsi di dosso tutte le critiche, le contumelie e gli insulti che le sono piovuti e le pioveranno addosso da qui al 5 agosto, giorno dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici.

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Perchè la 25enne saltatrice russa sarà, insieme alla collega mezzofondista Yulia Stepanova (che però è infortunata e quindi in forse), l’unica rappresentante russa dell’atletica ai Giochi brasiliani. Lo scandalo doping che ha travolto praticamente tutta la Russia della disciplina regina dei Giochi non l’ha investita. Anzi.

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Oltre ottanta suoi compatrioti di pista hanno tentato di farsi ammettere ai Giochi come indipendenti, ma il Doping Review Board della Iaaf ha dato il permesso solo a due atlete: a lei perchè ha dimostrato “non essere coinvolta nel fallimento del sistema antidoping russo e di essersi sottoposta all’estero a controlli riconosciuti ufficialmente” e alla Stepanova, che vive anch’essa negli Usa, “per il suo eccezionale contributo alla protezione e promozione degli atleti puliti, al fair-play, all’integrità e all’autenticità dello sport”.

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Bionda, magra, bellissima, occhi chiari, un fisico statuario e regina dei social (su Instagram ha ben 75mila followers), Darya è a un passo dal coronare il sogno (manca il via libera del Cio). Ma quando il 10 luglio ha scritto un post su Fb per ringraziare la Iaaf per averla ammessa ai Giochi come atleta indipendente, non pensava certo che le sarebbe piovuto addosso anche il marchio di traditrice, di “nemica del popolo”, addirittura paragonata a una “nazista”, anche per il fatto di allenarsi da ormai tre anni lontano dalla patria, in Florida.

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Le critiche non l’hanno toccata più di tanto e anzichè dribblarle ha preferito sempre rispondere via social, auspicando che “tutti gli atleti russi possano riuscire a gareggiare a Rio. E vorrei far notare che non sono andata a vivere e allenarmi in Usa un mese fa, ma tre anni fa. Quindi io non sono una nazista né tanto meno una traditrice”.

Campionessa europea indoor di salto in lungo per ben due volte, oro alle Universiadi 2013 a Kazan e bronzo europeo, la biondissima Darya non voleva insomma perdere le sue chance olimpiche.Andrà a Rio senza però vestire i colori del suo Paese, alla faccia della solidarietà di Patria e alle critiche perfino del presidente Putin a cui probabilmente è andato di traverso non tanto il fatto di aver deciso di gareggiare senza il tricolore, quanto quello di esserci riuscita perché residente negli Stati Uniti. Qualcosa di difficilmente perdonabile nella nuova Russia di oggi.

Nadia Comaneci, 40 anni dopo quel 10 perfetto in pedana

Dal 18 luglio 1976 al 18 luglio 2016: 40 anni dopo, brindiamo a Nadia Elena Comaneci, artista della grande ginnastica, una farfalla che sembrava prigioniera del ghiaccio fino al momento di sbalordire in pedana, come abbiamo fatto quella notte a Montreal quando i giudici la elessero regina perfetta, perché se alla tua prima Olimpiade come inviato sei invitato al tavolo delle meraviglie, quel dieci sulle parallele asimmetriche fu un prodigio, non lo dimentichi più.

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Nessuno potrà farlo perché su quella pedana canadese il mondo dello ,scoprì qualcosa che divenne rivoluzione e allo stesso tempo terremoto, una Frida Kahlo nell’arte ginnica: incantati dalla quattordicenne rumena nata il 12 novembre 1961 a Gheorghiu Dei, oggi Onesti, nella terra dei Daci, gli stessi giudici scoprirono che la macchina segnapunti non prevedeva il 10, come massimo era ammesso il 9.99. Eppure sapevano che l’allieva di Bela Karolyi, il mago scopritore che ne intuì il talento a 6 anni, aveva già preso un 10 nel marzo del 1976 al Madison di New York al volteggio, e poi ancora in Giappone alla Chunichi Cup. Meraviglia nello stupore per chi aveva applaudito ginnaste donne e ora si trovava con un fenomeno quattordicenne. Per lei i giudici inventarono il dieci volte 1, non c’era il 10, per lei furono cambiate le regole perché da allora l’età minima di ammissione alle Olimpiadi fu alzata a 16 anni. Tre ori olimpici a Montreal ( oltre alle parallele il concorso individuale e la perfida trave, 2 a Mosca 4 anni dopo, corpo libero e trave. Un viaggio nell’impossibile sfiorando le baionette, liberandosi a fatica dalle catene ai tempi di Ceausescu, una farfalla che per far sciogliere il ghiaccio dove sembrava imprigionata ha cambiato vita, pelle, nazione, dalla Romania agli Stati Uniti nel 1989 e ritorno a casa nel1996 per il matrimonio con il ginnasta americano Bart Conner con cui ha fondato l’Accademia di ginnastica che oggi ha 1000 studenti. Si è ritirata nel 1984. Prima atleta invitata a parlare alle Nazioni Unite per l’anno dei volontari, presidente onoraria delle federginnastica rumena e del comitato olimpico del suo paese. Dirige una compagnia di produzione ovviamente chiamata perfect ten, il dieci perfetto, ha negozi di articoli sportivi, ha aperto un a clinica per bambini a Bucarest. E’ stata la più grande, lo sarà per sempre.