Weinstein, modella italiana: “Mi pagò per stare zitta, ma ora mi pento”

Ambra Battilana Gutierrez è nata a Torino da padre italiano e madre filippina, ha 25 anni, fa la modella. Ha lavorato a Londra, a Parigi e poi a New York. Ma due anni fa dice di essere fuggita dalla Grande Mela a causa di Weinstein: aveva denunciato alla polizia le molestie. Lui le aveva offerto un milione di dollari per il silenzio. Dopo un primo momento di esitazione, lei ha accettato e ha deciso di andare via dagli Stati Uniti. Ora però la ragazza è pentita ed è pronta a denunciare nuovamente il produttore. “Spero si apra presto il processo, voglio che Weinstein finisca in tribunale”, ha detto la modella a La Stampa.

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E’ il 2015 quando l’allora 22enne Ambra viene notata dal produttore hollywoodiano a un party a New York. Lui chiede di incontrarla in privato. “Andai nel suo ufficio con il mio book sotto braccio”, ha raccontato la ragazza. In quel primo incontro Weinstein le avrebbe toccato il seno e avrebbe cercato di metterle la mano sotto la gonna. Lei però dice di essere fuggita e di essere andata subito dalla polizia. Le forze dell’ordine le avrebbero chiesto di tornare da lui con un microfono per raccogliere le prove, ma una volta in albergo lei non avrebbe avuto il coraggio di entrare nella sua stanza, era “terrorizzata”.
Ambra riesce ugualmente quel giorno a rubare a Weinstein una dichiarazione importante: “E’ normale, lo faccio sempre”, avrebbe detto lui dopo aver ammesso di averle messo le mani addosso. Ma per il procuratore non era sufficiente per procedere con un’incriminazione.
La modella racconta che, dopo la denuncia, i giornali hanno cominciato a descriverla come una “prostituta” e “una professionista del ricatto”. “Ho raccontato la verità… ma la mia immagine ne è uscita distrutta”. E’ lo stesso avvocato di Ambra a consigliarle di firmare l’accordo di riservatezza da un milione di dollari con il produttore hollywoodiano. “All’inizio rifiutai, erano soldi sporchi. Ma ero sola. Ho avuto paura. E ho firmato”, ha ammesso la modella. In cambio del milione Ambra ha dovuto consegnare smartphone e le password di tutti i suoi account. Weinstein voleva avere la certezza che non ci fosse più traccia di quell’audio.
Dopo aver firmato l’accordo, Ambra decide di lasciare New York. “Nessuno mi chiamava più per lavorare. Ero depressa. Mio fratello mi portò nelle Filippine, dove sono rimasta un anno e mezzo”. La ragazza però col tempo è riuscita a guarire “grazie all’amore di amici e familiari”. Adesso Ambra si dice pronta a denunciare di nuovo il produttore. E nonostante le difficoltà degli ultimi anni, lei è pentita soltanto di non essere andata fino in fondo nel 2015 perché “situazioni del genere capitano a tutte le donne. Le denunce sono riuscite a far aprire gli occhi alle persone. Credo che sostenendo le vittime e rimanendo uniti la situazione cambierà”.
Weinstein, modella italiana: “Mi pagò per stare zitta, ma ora mi pento”

Selena Gomez: “Depressa, ansiosa, attacchi di panico. Mi ha salvato la rehab”

“La mia autostima era sotto i tacchi. Ero depressa, ansiosa. Ho cominciato ad avere attacchi di panico prima di salire sul palco o subito dopo il concerto. Praticamente mi sembrava di non essere abbastanza brava”.

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Selena Gomez racconta un grande momento di crisi che è riuscita a superare: “Pensavo di non poter dare più nulla ai miei fan, e loro se ne sarebbero accorti, cosa che, ora lo capisco, era tutta nella mia testa – ha fatto sapere a “Vanity Fair” – Ero così abituata a cantare per i ragazzini. Ai concerti riuscivo a far alzare a tutti il mignolo e promettere che non avrebbero permesso mai a nessuno di farli sentire inferiori. Ma all’improvviso li vedevo fumare e bere, ragazzi di venti, trent’anni, e li guardavo negli occhi e non sapevo più cosa fare. Non potevo dire: “Alzate il mignolo e giurate a voi stessi che siete belli!”.
Non funziona così e lo so perché devo affrontare la stessa merda che affrontano loro. Quello che avrei voluto dire veramente è che la vita è così difficile e che a volte si vuole soltanto scappare. Ma non riuscivo a capire me stessa, quindi avevo la sensazione di non avere nessun consiglio da dare. E così forse credevo che tutti là davanti a me stessero pensando: questa è soltanto una perdita di tempo”.
Nel 2016 poi la rehab, con un volo per il Tennessee, senza cellulare e insieme a un gruppetto di altre giovani donne per iniziare un programma che includeva terapia individuale e di gruppo, oltre all’ippoterapia. «Non ha idea di come sia stato bello stare con sei ragazze, persone reali che se ne fregavano di chi fossi, gente che lottava per la propria vita. È stata una delle cose migliori che abbia mai fatto”.
Infine la liberazione: “Tutti volevano disperatamente che fossi autentica, e quando finalmente è successo è stata una liberazione. Non sono diversa da come mi mostro là fuori. Sono stata molto vulnerabile con i miei fan e a volte dico cose di cui mi pento. Ma devo essere sincera con loro. Sento che è una parte fondamentale di quello che sono adesso”.

Kazakistan, modella si uccide dandosi fuoco: si credeva troppo vecchia per trovare lavoro

Bellissima, famosa, piena di talento. E talmente depressa da non riuscire più a vedere un orizzonte davanti a sé. Da qualche mese il lavoro andava male, i soldi scarseggiavano e la sua età le appariva come un macigno: a soli 31 anni, all’improvviso, si è sentita troppo vecchia come modella per poter trovare ancora un lavoro.

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Entrata con i suoi sogni infranti nel pessimismo cosmico, ha deciso di farla finita, lasciandosi alle spalle i trionfi del passato, la notorietà acquisita e le luci dei riflettori, ed è entrata in un tunnel buio per non uscirne mai più. Fino a quando ha detto addio a tutto questo e si è data alle fiamme. Irina Livshun è stata trovata carbonizzata nella sua casa di Almaty, nel Kazakistan meridionale, tutta sola con accanto una bomboletta di gas.Irina, nata a Jhezkagan si era trasferita ad Almaty quando era ancora un’adolescente piena di sogni. Come raccontano gli amici, era riuscita ad avere successo e a ottenere lavori redditizi da diverse aziende di moda che le avevano assicurato una certa notorietà nel mondo delle sfilate. A novembre scorso, però, la ruota ha cominciato a girare dall’altra parte: molti contratti non le sono stati rinnovati, lei è rimasta senza lavoro per diverso tempo e si è ritrovata in ristrettezze economiche. Una situazione che l’ha portata a isolarsi e a non incontrare più i suoi amici. Secondo quanto hanno detto i parenti alla polizia, in varie occasioni Irina aveva minacciato di uccidersi: nessuno, probabilmente, l’aveva presa troppo sul serio. Ora il profilo di Irina su VKontakt (l’equivalente russo di Facebook) è stato inondato dai tardivi da messaggi di solidarietà di amici e fan. «È un vero peccato, una ragazza così giovane. Rip» ha postato un certo Artur Arturov. E un altro, Adil Amenkenov, ha scritto: «Riposa in pace! Io non ti conoscevo, ma mi dispiace». Aynura Iskakova, invece, le ha chiesto perdono: «Sarai ricordato come una ragazza allegra, gentile, coraggiosa… Perdonaci… C’erano tante persone che ti amavano… ma nessuna ti ha tirato fuori da quell’abisso».