Emilio Fede condannato a 3 anni e mezzo per concorso in bancarotta

Emilio Fede è stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere dai giudici della terza sezione penale di Milano. L’ex direttore del Tg4 è accusato di bancarotta fraudolenta insieme a Lele Mora, il quale ha già patteggiato un anno e sei mesi per la vicenda del prestito da 2 milioni e 750mila euro versati dall’ex premier Silvio Berlusconi.

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La condanna è più alta rispetto alla richiesta dell’accusa: il pm Eugenio Fusco aveva chiesto una pena a tre anni. Secondo l’accusa, i soldi che Berlusconi (tramite il suo ragioniere di fiducia Giuseppe Spinelli) versò per salvare dal fallimento la Lm Management sarebbero stati distratti dall’ex talent scout e da Fede. Il giornalista, stando alla ricostruzione del pm Eugenio Fusco, avrebbe tenuto per sé circa 1,1 milioni di euro. I giudici hanno stabilito che Fede dovrà risarcire proprio 1,1 milioni all’impresa individuale di Lele Mora, ora sotto la tutela di un curatore fallimentare, oltre che pagare le spese legali. I giudici della terza sezione penale hanno anche dichiarato l’ex direttore inabilitato all’esercizio di imprese per 10 anni e lo hanno interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 90 giorni.
LA DIFESA “Nulla lega Emilio Fede allo stanziamento di queste somme e non vi è prova che queste somme siano state date a Fede per le attività di mediazione o come spartizione in forza di un accordo con Lele Mora”: lo aveva sostenuto Alessandra Guarini, legale di Emilio Fede, nella sua arringa difensiva con la quale aveva chiesto l’assoluzione con formula piena dell’ex direttore del TG4 imputato a Milano per concorso in bancarotta con l’ex talent scout (che ha già patteggiato) per aver distratto, secondo l’accusa, un milione e 100 mila euro, ovvero il 40% del finanziamento di 2 milioni e 750 mila euro versato nel 2010 in più tranche da Silvio Berlusconi all’allora agente dei vip per il salvataggio della sua impresa, la Lm Management.

Inquiline e affitti, i padroni di casa: “Se siete avvenenti pagate con il sesso”

«Affittasi appartamenti condominiali e villini indipendenti, dotati di ogni tipo di servizi, da quelli base a quelli più innovativi». Il tenore degli annunci, su vari siti web specializzati e molto in voga tra cui Craigslist, è sempre lo stesso. A prima vista sembra il classico annuncio di proprietari di case alla ricerca di inquilini e che provano a far guadagnare ‘appeal’ agli immobili da affittare, ma dietro c’è un fenomeno forse non troppo nuovo, ma già dilagante.

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Il caso è esploso in Galles, in città come Cardiff e Bridgend, ma c’è da scommetterci che sia ben radicato ovunque. Rispetto agli annunci tradizionali, quelli di alcuni proprietari di case differiscono per un particolare decisivo: «Particolarmente gradite donne con qualità, si prega di allegare una foto». A quanto pare, molti proprietari di case approfitterebbero del loro ruolo per ottenere sesso in cambio dell’affitto dei loro immobili. Il sito di informazione Wales Online ha seguito la risposta di due giovani e avvenenti donne ad alcuni di questi annunci: le conversazioni, decisamente piccanti, instaurate dagli annunciatari confermano così la tendenza ai pagamenti ‘in natura’ degli affitti.

51enne trovato in casa con 12 schiave del sesso: sei di loro donate dai genitori dopo un prestito

Tiene 12 giovani come schiave per anni dopo che gli erano state regalate dai loro genitori. Lee Kaplan, di 51 anni, trovato con 12 donne nella sua casa in Pennsylvania, ridotte a schiave sessuali. Sei di loro erano state donate da un anno dalla coppia amish Daniel e Savilla Stoltzfus, gliele aveva lasciate come ricompensa dopo aver ricevuto da lui un aiuto finanziario.

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Le ragazze sono state cedute in cambio di denaro e l’uomo le ha trattate per anni come sue schiave sessuali. Le più grandi sono anche rimaste incinta e alcune di loro hanno avuto dei bambini dal loro aguzzino. Quando le autorità hanno scoperto le ragazze recluse hanno tutte confessato di aver subito violenze e abusi e di essere state tutte minacciate nel caso in cui avessero raccontato a qualcuno della condizione in cui vivevano. Secondo quanto riporta il Mirror alle giovani non era permesso nemmeno uscire, potevano solo limitarsi ad andare in giardino, ed è stato questo ad insospettire i vicini che hanno notato un numero maggiore di ragazze nella casa di Kaplan. L’uomo è stato arrestato ed è ora in attesa di processo.

Sesso allo sportello del bancomat, il video finisce su twitter: “Ecco chi sono”

I clienti in fila per usare il bancomat sono stati costretti ad aspettare che una coppia riparatasi nello spazio della banca dedicato agli sportelli terminasse di fare sesso. Non hanno di certo badato al romanticismo, né si sono preoccupati di essere visti da occhi indiscreti i due che hanno trasformato lo spazio accanto al bancomat nella loro alcova.

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La scena, che i presenti si sono ben guardati da interrompere, è diventata virale in Messico dopo essere stata immortalata in un video e condivisa su Twitter senza censure, tanto che in molti hanno cominciato a fare ipotesi sull’identità degli amanti: qualcuno sostiene he si tratti di due insegnanti, che avevano invaso le strade della città di Oaxaca per uno sciopero. Ma l’ipotesi non ha trovato nessuna conferma.

“Andrea Diprè e i porno con le ragazzine”: l’ex denuncia il re del trash

Guai in vista per il critico d’arte e re del trash Andrea Diprè, denunciato per adescamento e pornografia minorile dalla sua ultima fiamma, la youtuber Alisha Griffanti. Secondo questa, conosciuta anche come “la diva del tubo”, una star del fetish sui social network, Diprè avrebbe infatti contattato ragazze giovanissime, una addirittura 14enne, per convincerle a debuttare sul set hard.

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Alcune sono state pescate dalla rubrica di contatti delle fan che Griffanti attira sui suoi profili social. «Circuisce ragazze di ogni età, per arrivare a fare quel tipo di video. Si è approfittato anche delle mie iscritte», spiega l’ex del critico, infuriata.
«Chiaramente non tutte ci cascano, ma alcune sì. È bravissimo a manipolare le persone». Dopo essere stata avvisata da amicizie comuni delle sospette frequentazioni con minorenni del suo fidanzato, Griffanti ha troncato la relazione e pubblicato su Facebook un video in cui intervista a viso coperto una delle presunte ragazzine adescate, di 17 anni. Poi, nella giornata di lunedì, ha provveduto a sporgere denuncia presso i carabinieri contro di lui per adescamento e pornografia minorile.

Selvaggia accusa Sollecito: “Gruppi Fb contro le donne e battute choc su Meredith”

La replica di Sollecito alla Lucarelli arriva immediata e con l’intento di spegnere le polemiche. «Gruppi goliardici, trash, al limite della demenza, ma di certo non connotati da violenza»: Raffaele Sollecito replica così a Selvaggia Lucarelli, che in un articolo sul Fatto quotidiano lo ha definito «leader di gruppi segreti su Facebook che hanno fatto dell’odio nei confronti delle donne il loro cavallo di battaglia». Parlando anche di «battute sul caso Meredith.

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«Assolutamente falso» ha detto Sollecito, rispondendo all’ANSA. «Ho fatto solo battute su quanto successo a me stesso in quella vicenda» ha aggiunto, parlando del processo per l’omicidio di Meredith Kercher al termine del quale è stato definitivamente assolto dalla Cassazione insieme ad Amanda Knox (i due si sono sempre proclamati estranei al delitto). Per Sollecito quelli cui si fa riferimento nell’articolo sono «gruppi goliardici». «Dei quali fanno parte – ha proseguito – alcune persone che conosco e altre no. Si fa ironia su cose scherzose o anche serie, che sono amare da sopportare». Per l’ingegnere informatico pugliese tuttavia «nessuna cosa che possa essere considerata odiosa». «E comunque – ha sottolineato ancora – sono gruppi pieni di donne. Non li frequento spesso – ha concluso Sollecito – ma sono tutt’altro che ispirati alla violenza».

“Il mio patrigno abusa di me”, 12enne suicida in diretta sul web

La trasmissione in diretta del suicidio di una ragazza 12enne ha sconvolto gli Stati Uniti d’America. L’episodio ha poi suscitato indignazione, poiché le autorità hanno dichiarato di non poter rimuovere il video da Internet. Katelyn Nicole Davis si è impiccata a Cedartown, Georgia, il 30 dicembre, in streaming. Il video dura poco più di 40 minuti e termina solo dopo la scoperta del corpo da parte dei genitori.

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Si è verificato ciò che Katelyn aveva annunciato. Katelyn diceva di volersi uccidere perché abusata se. ssua. lmente da un membro della famiglia. E usava spesso il web per le sue video-confessioni: “Siamo stati contattati da un agente di polizia della California che ha visto il video la sera del suicidio”, ha detto Kenny Dodd, capo della Polizia locale. Alcuni video pubblicati nel gruppo Facebook “Giustizia per Katelyn Nicole Davis” mostrano la ragazza spiegare che il suo patrigno “ha cercato di entrare nei miei pantaloni” e che il suo padre biologico non era un “papà” per lei. Un altro video la mostra singhiozzante davanti alla telecamera, mentre dice: “Questo è ciò che accade dietro le porte chiuse.” Gli investigatori stanno lavorando per ottenere un mandato di perquisizione per esaminare il cellulare della ragazza e il suo account di Facebook.