Ariadna Romero, mamma in formissima allatta sulla panchina

“Il mio mondo” cinguetta Ariadna Romero, mamma da poche settimane del piccolo Leonardo, avuto dal compagno Pierpaolo Pretelli. La modella si trova a Maratea e posta alcuni scatti con il bimbo e l’ex velino. Poi il piccolo Leo reclama e Ariadna si ferma sulla panchina per allattare il figlio. Lei è tornata in splendida forma a tempo di record, dopo il parto avvenuto lo scorso 18 luglio.

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“La mia prima settimana di vita!! Certo mi sono fatto aspettare, 41 +4!! Si stava così bene dentro la pancia di mamma… I miei mi chiamano Baby Boss, perché appena faccio un cenno loro corrono, ho già capito tutto…” scriveva a fine luglio la Romero postando una foto del bambino. I social della coppia sono inondati dalle foto di Leonardo. “Il signorino ha confuso il giorno con la notte…e viceversa – scrive Pierpaolo – quanonsidormepiupiupiu lanotteèunafesta mavabenecosi seilamiavita”. E poi pubblica uno scatto in cui il bimbo si addormenta sull’avambraccio di papà: “Mi spieghi perché ti addormenti in questo modo? cipollino”.

Michelle Hunziker alle mamme: “Prova costume? Anche io avevo la ciccetta, ma…”. E Selvaggia Lucarelli la bacchetta

Il post di Michelle Hunziker in cui allatta Sole e mostra le cicce post parto è diventato virale, ma ha comunque sollevato qualche polemica. Nello specifico Selvaggia Lucarelli è intervenuta sulla questione su Facebook, dove bacchetta ironicamente la conduttrice.

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“Cara Michelle Hunziker, mi sei simpatica e apprezzo lo sforzo, ma ti prego. Ti prego. Non definire “bella ciccetta” quell’impercettibile filo di carne”. Qualche giorno fa Hunziker ha postato sul proprio profilo Instagram una foto di qualche anno fa, che la ritrae mentre allatta la piccola Sole.

Un’immagine condivisa con le neo mamme per rassicurarle sul post partum: “Andando su Instagram in questo periodo estivo può facilmente venire la tristezza vedendo tutte le ragazze in costume con taglia 38 – scrive la conduttrice – Guardate questa foto, ero io quando avevo appena partorito la mia piccola Sole. Guardate la bella ciccetta che spunta dal mio pantalone non sapete quanto ne andavo fiera. Era il rimasuglio dei miei 14 chiletti ‘messi su’ orgogliosamente in gravidanza”.
Selvaggia Lucarelli, però, ha fatto notare alla conduttrice di ‘Striscia’ che in realtà “quello strato di carne lì è quello che divide ogni donna dalle sue ossa”. “Dopo il parto eri bella ed eri in forma – scrive la blogger – Magari non secondo i tuoi parametri, ma secondo i parametri di chi vede questa foto sì. Se vuoi solidarizzare e lanciare messaggi positivi sei la benvenuta, ma bisogna che ci capiamo sul concetto di ciccia. Perché se chiami ciccia la normalità, ho paura che la normalità diventi qualcosa per cui valga la pena mettersi a dieta”.
“Vieni qui, nel mondo delle comuni mortali – conclude Lucarelli – che la ciccia te la facciamo vedere noi a cui i panini con la mortazza non fanno paura, bella Michelle. P.s. Quella ciccia lì a me viene pure post insalata verde, altro che post partum”.

Biella, allatta il figlio alle Poste: cacciata. Madia: “Subito una direttiva”

Francesca Castelli è una giovane neo-mamma che vive a Biella e ieri ha vissuto quella che lei definisce una vera e propria umiliazione. La sua denuncia, tuttavia, potrebbe costituire una pietra miliare nella storia degli uffici pubblici d’Italia.

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Francesca, mamma di un bimbo di tre mesi, aveva deciso di allattare suo figlio in un ufficio postale della sua città. Dopo aver chiesto se ci fosse un posto isolato, per non infastidire i clienti, la donna ha visto la direttrice dell’ufficio postale, allertata da una dipendente, andare verso di lei e invitarla a lasciare l’edificio: «Qui non si può, disturba gli altri clienti. Questo è un ufficio pubblico, non un bar: può farlo solo col biberon. Vada via, abbiamo già tanti problemi nel dover costringere i padroni dei cani a mettere la museruola o gli anziani a non appoggiare bastoni al muro».
«Non capisco cosa c’entrino quegli esempi con il gesto naturale di sfamare i propri figli» – spiega Francesca – «Ovviamente in Italia non c’è nessuna legge che vieta di allattare negli uffici pubblici». Il suo caso, come riporta Repubblica, non è ovviamente isolato e dopo che la notizia è diventata di dominio pubblico anche il ministro Marianna Madia è intervenuto garantendo che presto arriverà una direttiva, valida per tutti gli uffici pubblici, che impedirà il ripetersi di eventi simili.

Svizzera, allatta al seno la figlia di sette anni: accusata di abusi sessuali su minore

Un rapporto molto stretto, forse troppo, quello fra una madre e sua figlia, allattata al seno fino all’età di sette anni. Per questo motivo la donna che vive in Svizzera a Dietikon, una cittadina vicina a Zurigo, è finita sotto processo. Accusata secondo il Pubblico Ministero di atti sessuali con fanciulli e atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere ad abusi.

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Alla fine di gennaio dovrà comparire di fronte alla giustizia e spiegare perchè ha allattato la bambina, nata nel 2007, dall’ottobre del 2011 (all’età di 4 anni) fino alla fine del 2014 (a 7 anni compiuti), dunque quando era già cresciuta. Facendolo con regolarità per una ventina di minuti al giorno senza che la bimba avesse qualche problema che in qualche modo giustificasse questo tipo di nutrizione e di contatto. Che comprendeva anche le carezze sull’altro seno da parte della piccola. A segnalare l’anomalo comportamento della donna era stato l’ex marito, a sua volta ritenuto colpevole per non averlo impedito.
«Non ho mai affrontato questo tema» ha detto all’Agenzia Telegrafica Svizzera il professore di diritto penale Peter Albrecht che ritiene sia teoricamente possibile che la madre venga condannata. Anche perchè non è facile determinare se ha agito per scopi sessuali. Dalla sua parte anche i pediatri d’Oltralpe che la difendono dichiarando che «è del tutto possibile che un bambino venga allattato anche per un periodo più lungo». «Finché questa modalità va bene per la madre e il bambino, non vi sono obiezioni dal punto di vista pediatrico su un allattamento al seno di un bambino di tre o quattro anni- spiega la dottoressa Heidi Zinggeler Fuhrer a 20 Minuten-. Più un bambino è grande, tanto più importante è valutare se è nell’interesse di entrambi. È tuttavia impossibile definire un limite di età netto in cui interrompere l’allattamento».
Così anche l’Associazione Professionale elvetica di consulenza all’allattamento: «Una madre che allatta il suo bambino di quattro, cinque o sei anni, non è malata o perversa. L’abuso sessuale non avviene attraverso l’allattamento al seno».
Modalità di questo tipo non sono così rare in altri Paesi come per esempio la Corea dove il più giovane della famiglia può venire allattato anche fino ai 12 anni. Ai giudici la parola.

Laura Chiatti, allatta mentre Laura Chiatti, allatta mentre cammina per strada

Allattare sempre e ovunque. Il motto di Bianca Balti “Allatto Mia quando e dove voglio” lo ha fatto suo anche Laura Chiatti. L’attrice, moglie di Marco Bocci, e mamma bis è stata pizzicata dai settimanali Diva e Donna e Chi mentre allatta Pablo per strada.

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Semplice, naturale e genuina, la Chiatti non si fa certo problemi ad offrire il seno al neonato che reclama la pappa, dopo la visita di controllo, anche se si trova per strada e con un nugolo di fotografi davanti. Cammina tranquilla al fianco di Marco Bocci e allatta il secondogenito con disinvoltura nel tragitto tra l’ambulatorio e l’auto. Da applauso.